Senza speranza?

Sono impressionanti le analogie che Roberto Tamborini mette in luce fra l’oggi e la primavera di venti anni fa, allo scoppio della crisi innescata da Tangentpoli e che portò alla discesa in campo di Berlusconi ed al ventennio perduto che si sta chiudendo.

L’economia ristagnava, oggi cala, il debito pubblico cresceva ed oggi non cala, la situazione valutaria era tempestosa e oggi non lo è da meno. Il sistema politico stava sprofondando nella mala gestione della spesa pubblica ed oggi nulla è cambiato.

E il limitato test delle amministrative prospettava ulteriori, impressionanti, analogie: nasce un movimento nuovo, allora la Lega oggi il Movimento a Cinque Stelle, e la sinistra affronta la tempesta con la stessa sicumera: il Bersani che irride chi vuole negare la sua evidente (?) vittoria sempra Ochetto che esalta la sua gloriosa macchina di guerra, infrantasi miseramente sullo scoglio di Berlusconi.

L’unica differenza è che la via d’uscita di allora, la svalutazione oggi ci è preclusa. Nel 1992 il drastico taglio del 30% della nostra moneta ci consentì, almeno, di rilanciare le esportazioni e di sistemare la bilancia dei pagamenti. Ma finì tutto lì. Ed oggi?

Nel 1992 il nuovo, o finto nuovo della Lega, si saldò al finto nuovo di Forza Italia, in una delle più classiche operazioni gattopardesche cui il nostro paese è abiutato, e tutto è continuato come prima e l’occasione dell’euro, con la drammatica riduzione del costo del debito, è stata sprecata (Al proposito, visto che di eurobond si parla e si parlerà molto, non perdetevi questo vecchio punto di vista tedesco sul tema: aiuta molto a capire  sia come ci siamp buttati via, sia cosa pensano i tedeschisul tema),

E oggi? Io sono pessimista. La società di relazioni che si è venuta creando attorno al trinomio spesa pubblica, debito e tassazione gode di un altisimo tasso di vischiosità e di interdipendenza che la rende di difficile, se non impossibile, riformabilità.
Per ora mi godo la faccia di Bersani che esalta la sua vittoria (?) e quella del buon Pizzarrotti, incredulo di fronte alla montagna di debiti che ha ereditato. Sarà molto interessante vedere che farà. Perchè anche chi vincerà la prossime politiche, avrà lo stesso problema.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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