Per cercare di capire

Notte insonne, ma, per fortuna, notte produttiva.
Due articoli parecchio stimolanti.

Comincia Bisin, anche se più che una riflessione il suo post sembra uno sfogo senza conclusioni. Comunque ha il grosso prebio di mettere in fila le sciocchezze con cui da noi cerchiamo di salvarci l’anima e rifiutiamo di riflettere sul come e sul perché abbiamo buttato via l’occasione d’oro offerta dai bassi tassi e dall’ampliamento del mercato che la creazione dell’euro ha comportato.
Perché invece di dare tutte le colpe ai tedeschi non vogliamo riflettere sul perché non siamo riusciti a fare come i tedeschi?

 Questo l’elenco delle siocchezze che oggi vanno per la maggiore, secondo Bisin, ed è un elenco perfettamente condivisibile

  • i) non siamo noi moschettieri ad essere poco produttivi, sono i tedeschi ad esserlo troppo;
    ii) i tedeschi hanno guadagnato per anni da questa situazione – a chi hanno venduto le loro BMW?;
    iii) i tedeschi stanno guadagnando ora da questa situazione, visto che i capitali scappano in Germania e loro si trovano con un tasso vicino a 0;
    iv) il problema e’ che l’Europa non ha un prestatore di ultima istanza come la FED, la BCE dovrebbe comprare i titoli sovrani emessi dai tre moschettieri (e da altri paesi in crisi);
    v) il problema e’ che non c’e’ abbastanza Europa, avanti con l’integrazione e gli Eurobond;
    vi) la crisi di domanda si combatte con investimenti pubblici, o anche spesa pubblica tout court, a debito.

 Sprigativa, e per la verità irrilevante, la conclusione, che ha l’unico pregio di lasciare intravedere, ma solo intravedere, che una parte del problema, e della soluzione del problema, sta nel sistema finanziario, anche se non dice come e perché.

Ma su questo ci viene in aiuto Rogoff, di cui da tempo apprezzo il fermo convincimento della dannosità del debito, e,  sopratuutto la non comune capacità di fondare le sue affermazioni su di uno attento esame di utilissime serie storiche di dati accurati. Lo fa anche questo volta, rinviando ad uno studio sugli effetti deleteri sullo sviluppo del debito, che non ho ancora avuto modo di leggere. E torna a proporre quella che anche a me pare l’unica soluzione, almeno nel breve e nell’attesa che iniziative di sviluppo di un nuovo tipo di domanda facciano il loro corso: una maggiore inflazione.

Ma, almeno in Europa, sarà ben difficile farlo digerire ai tedeschi. E si torna da capo ai problemi individuati, e non risolti, da Bisin

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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