Non ci prestano più soldi

Ho l’impressione che passeremo un’altra estate bollente, fra spread e manovre di vario genere. I problemi sul terreno sono tanti, complicati ed inestricabilmente connessi in un groviglio di cui nessuno sa più trovare il bandolo. Figuriamoci io. Ma la cosa più utile di questo blog è che mi costringe, o invita, a fermarmi a riflettere,e a mettere nero su bianco piccoli appunti che mi aiutano a capire, anche se la scrittura di un disegno completo va al di là delle mie possibilità.

Due segnali ieri. Il primo un piccolo post del WSJ sulla sempre più evidente volontà dei BRICS di iniziare a dettare loro l’agenda della politica internazionale: “BRICS to Study Central Bank Foreign Exchange Swaps and Reserve Pooling“. Quelli che erano  i paesi in via di sviluppo e che ora sono diventati il motore del mondo cominciano a preoccuparsi di come sono investiti i miliardi dei loro avanzi commerciali e fanno sempre più chiaramente capire che non hanno alcuna intenzione di lasciarli in dollari ed in euro, come hanno fatto fino ad oggi finanziando generosamente i nostri disavanzi, sia commerciali che di bilancio. E’ quello che Seminerio definisce il “rullo compressore di una liquidità internazionale in rapida ritirata da un’Eurozona”  ed è il segno evidente di uno spostamento epocale dei rapporti di potere a livello internazionale: sta finendo il tempo in cui i paesi occidentali hanno usufruito dei benefici del lavoro a basso costo del sud del mondo. Il conto sta per esserci presentato.

E credo che proprio a questi problemi si riferisse Monti quando ieri dichiarava, invitando tutti ad alzare lo sguardo ai grandi squilibri internazionali che sono all’origine della crisi. E l’attenzione deve tornare sui dati della bilancia dei pagamenti, l’indicatore principe per capire cosa aspetta ciascun paese. I Brics, strutturalmente attivi, stanno chiaramente facendo capire, a livello politico e a livello finanziario, che non hanno più intenzione di continuare a finanziarci alle condizioni applicate fino ad ieri. E l’unico stato occidentale che può difendersi è la Germania, e lo constatiamo tutti i giorni.

Certo, come sempre c’è anche il rovescio della medaglia: noi siamo il mercato principale per i Brics e quindi questi si trovano davanti al classico dilemma di ogni fornitore davanti ad un cliente importante in difficoltà: fino a quando deve o può finanziarlo? Ma attenzione, i mercati interni dei Brics stanno crescendo, anche se questo provoca e provocherà sempre più problemi politici, soprattutto in Cina, e quindi la nostra importanza per loro diminuisce.

Conviene comunque fare ordine in casa propria. Con meno debiti si vive meglio, credetemi.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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