Il mondo sta svoltando. E di brutto

E noi non ce ne accorgiamo, troppo occupati a litigare su cosa è successo venti anni fa.

Credo sia un po’ un suo pallino, ma non è la prima volta che dagli articoli di Jeffrey Frankel ricavo l’impressione di una progressiva acquisizione di maggiore capacità di gestione dei fenomeni maroeconomici da parte di quelli che una volta definivamo i paesi in via di sviluppo.
Lo ripete in un articolo per Project Syndacate “The First World’s Fiscal Follies” (ne ha pubblicato una versione poco più ampia sul suo sito, corredata da un bel grafico) dove usa una bellissima metafora per sintetizzare il continuo sbandare della politica fiscale dei paesi sviluppati (lui si riferisce soprattutto agli Stati Uniti). “girare a sinistra quando la strada va a destra, e viceversa, è molto peggio che cambiare le politiche a caso“. Lui si riferisce alla costante abitudine di adottare politiche espansive, riduzione delle tasse e aumento delle spese pubbliche, quando l’economia va bene, e politiche restrittive, aumento delle tasse e riduzione delle spese, quando l’economia vira verso la recessione. L’esatto contrario di una corretta politica keynesiana sulle cui motivazioni sarebbe interessante riflettere. Di primo acchito la mia impressione è che, molto spesso, da noi la politica economica venga impostata su basi ideologiche: il liberismo, la socialdemocrazia e via seguitando e non su concrete analisi empiriche.

Ma oggi mi interessa sottolineare le considerazioni finali di Frankel: storicamente, e cita un paper del 2004, sono stati i paesi in via di sviluppo ad adottare politiche economiche smaccatamente pro-cicliche. Ma oggi stanno cambiano: seguendo l’esempio del Cile, più di un terzo dei paesi di quello che era il terzo mondo, a cominciare da Cina, Malaysia, Corea del Sud, Botswana, e Indonesia, dimostrano di aver imparato ad adottare corrette politiche anti-cicliche.

Se ci aggiungiamo che i paesi del Sud del Mondo continuano a controllare strettamente i flussi finanziari ed impediscono le folli scommesse a cui ci ha abituato il nostro sistemza finanziario, ben si capisce perché stiano crescendo, mentre noi scendiamo. Ma non preoccupiamoci, adesso vado a casa a sentire cosa a detto di bello il buon Di Pietro sulle telefonate di Napolitano emi convinco che il mondo stia tutto lì. E mi addormento tranquillo.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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2 risposte a Il mondo sta svoltando. E di brutto

  1. SONO in ACCORDO SU TUTTO E PURTROPPO TUTTI I NOSTRI GUAI NASCONO DA UN ceto politico inadeguato, ed soprattutto incapace . .non sa prendere decisioni, sono litigiosi e inconcludenti e pensano solo ad arraffare .per i loro simili e guai di partito. credo che ci porteranno ad un punto di svolta. D a l euro, torneremo alla nostra vecchia liretta se vogliamo riprenderci. anche perché se non si dice LA Verità , la realtà è che nei paesi del nord Germania compresa , hanno problemi con l euro. e Spagna Portogallo Grecia e noi Italia dovremo ritornare alle nostre vecchie monete se vogliamo riprenderci. altrimenti il fallimento ,il sistema sociale e le banche scoppieranno ,PREVEDO UN DISASTRO ECONOMICO E UNA DURATA DI QUESTA CRISI PER I PROSSIMI 20 ANNI. DA SUBITO SI PUO RIMEDIARE ,MA non sarà facile. : mandare via tutti politici che sono diversi milioni e ci costano oltre che farci vergognare di essere italiani . Fare da subito una democrazia diretta del popolo auto tassarci e riprendere in mano tutto il patrimonio che abbiamo quello monumentale per rilanciare il turismo ripartire con prezzi controllati una commissione di cittadini a tempo limitato che controllino i controllori .ossia ministri in carica .e la capacità di trasformarci e di iniettare fiducia nei mercati esteri solo e ripeto soltanto dopo aver ripulito l Italia dai partiti attuali e di chi ci a portato a questo disastro. non più palazzi e ministeri ma tessere nominative legate alla rete web dei cittadini italiani e un mega computer che filtra e registra tutto il web votando ogni legge e da punteggio ai migliori interventi ed idee….. importante incominciare da subito anzi ieri. B.R.

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