Vent’anni dopo

La storia non si ripete mai, ma quanto analogie con la situazione di venti anni fa. La stessa crisi politica, gli stessi problemi per il bilancio dello stato, le stesse speranze di un risveglio del paese.

A leggere la proposta che sta salendo dalla società civile per un drastico cambio della classe dirigente e politica del paese mi sono ritrovato a quella primavera di vent’anni fa, agli stessi entusiasmi per una svolta che sembrava possibile, all’impegno, al tempo e ai soldi investiti nella breve avventura della Lista per Milano. Allora naufragammo rapidamente sotto il 40% dei voti che Milano assicurò a Formentini, farsesco prologo di quella che sarebbe stata la tragica avventura di Berlusconi.

Oggi a rilanciare è la volta di un gruppo di intellettuali, tra cui alcuni redattori del sito noiseFramAmerika, storico per me, che lanciano un manifesto in dieci punti per fermare il nostro declino.

I propositi sono chiari, considivisibili e condivisi. Meno chiaro il percorso con cui intendono concretizzarlo. Per ora firmo e seguo con molto interesse.

Sul fatto che al paese interessi un simile percorso ho i miei grossi dubbi. Troppo lontano dalla cultura assistenzialista e deresponsabilizzante a cui siamo oramai assuefatti: il paese è troppo imbevuto dalla droga del debito frutto del clientelismo e dell’assistenzialismo cui ci siamo nutriti e non da 15 o 20 anni. Certo all’Italia manca un partito liberale da 151 anni, ma dubito che la maggioranza degli italiani ne senta il bisogno. La responsabilità a volte è difficile da portare.

Certo dirlo è non solo un nostro diritto, ma anche un nostro dovere, e per quanto mi riguarda una mano, piccola per come può essere la mia, la darò. Se non altro spero mi tolgano dall’imbarazzo di non saper per chi votare per la prima volta: il Partito Democratico di Bersani proprio non lo reggo. Ma forse sarà quello di Renzi?

Sono proprio curioso di vedere come gira. E l’inziativa dei 7 (per la verità i moschettieri di Dumas erano solo 3+1) capita proprio a fagiolo. Se non altro mette di buon umore. Ma non posso dimenticare i 40 milanesi su 100 che, felici, votarono Formentini. E il 35% degli italiani che a più riprese ha scelto Berlusconi. Credo ci siano ancora tutti, con la loro testa ed i loro interessi. Comunque, come 20 anni fa, giochiamo questa partita. Peggio non può andare.

PS
Questa la presentazione dell’iniziativa sul blog di Oscar Giannino

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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