Padri e figli

In soldoni, i nostri padri lavoravano. Noi no.
Come si butta via un paese. Dal rapporto del Cnel, che non trovo, quattro grafici eloquenti sul nostro declino.

FERMIAMOLO

Anche per trovare il modo per non perdere il rapporto

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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3 risposte a Padri e figli

  1. Cornelio Antonio ha detto:

    carissimo sig. Ferrari, sono il segretario di un circolo PD (Monghidoro) in provincia di Bologna e leggo spesso il suo blog che trovo stimolante oltre che interessante. Devo però confidarle che questa storia della produttività del lavoro e dei relativi paragoni mi stimola molto. Mi sembra di capire che il suo è un evidente atto di accusa, una sorta di …. rilievo sul luogo del crimine …. non trovo però l’evidenza del colpevole e desidero darle alcune mie valutazioni. Ovviamente di parte.
    Per quanto riguarda le politiche imprenditoriali mi sembra evidente che la scelta basata sulla sola riduzione del costo del lavoro a scapito della sua valorizzazione abbia inciso sull’evoluzione delle variabili del grafico allegato. Una imprenditoria come la nostra che ha visto crescere i suoi “cavalli di razza” sotto l’ombra proetettiva dello Stato non so a quale titolo oggi possa parlare di produttività. Una imprenditoria che ha sempre effettuato innovazioni di “processo” e non di “prodotto” (caso FIAT docet). Senza dimenticare poi che pezzi significativi dell’impernditoria italiana non avrebbero visto male una “pace sociale” all’ombra di un “tintinnar di sciabole” come ebbe a dire Nenni. Non so se queste valutazioni possono dare conto in parte ai numeri ma hanno sicuramente contribuito ad un clima sociale in cui la produttività del lavoro non era certo il primo obbiettivo, diveramente da quanto accaduto in altri paesi cui veniamo paragonati. La piccola e media industria che si è sviluppata in Emilia che io e Lei ben conosciamo e che io riconosco come vera imprenditoria ha trovato un compromesso di cui la sinistra si è fatta garante sia politicamente che istituzionalmente. Chi sa se quel grafico disaggregato a livello regionale conferma quanto le ho appena detto? Cornelio Antonio

  2. Giuseppe Ferrari ha detto:

    E’ un piacere leggere, una volta ogni tanto, un commento cui valga la pena di rispondere. Il post è stato scritto di getto, senza una attenta analisi. Più che altro mi serviva per lasciare traccia di un rapporto che mi piacerebbe recuperare. Forse si trovano anche i dati disaggregati di cui lei parla. Tornando al discorso della produttività. è evidente che un calo così marcato, progressivo e continuo non può essere addebitato ad una sola parte, ad un solo ceto o, come si diceva quando io ero giovane, ad una sola classe. Purtroppo per noi è la prova evidente di tutto un sistema paese che è andato progressivamente rallentando, fino ad adagiarsi. E l’altra faccia della medaglia è la progressiva crescita del debito. Ad essere bravi e ad avere tempo sarebbe proprio da creare un grafico che metta a confronto non solo e non tanto la produttività del lavoro nel settore manifatturiero, come ha fatto il Cnel, ma la produttività complessiva del sistema paese con l’andamento del debito pubblico. I sono sicuro che vedremmo la prima linea calare inesorabile e la seconda crescita.
    Ed è il problema cui si riferiva, inascoltato ed incompreso, Monti nella sua prima conferenza stampa quando diceva che per troppi anni il paese si era illuso di poter scansare i problemi rinviandoli e facendo debiti per non scontentare nessuno.
    Oggi è forse arrivato il momento delle scelte, e la prima scelta da fare, soprattutto da parte di chi, come me, come i miei pochi dipendenti e, se non capisco male, lei e i suoi piccoli imprenditori con i loro pochi dipendenti, hanno in questi anni tirato comunque avanti, senza tutele e senza reti. Dobbiamo dire basta, costringere anche chi ha vissuto nella bambagia del debito, a sporcarsi le mani, a correre qualche rischio, a dare e non a chiedere.

  3. Giuseppe Ferrari ha detto:

    Grazie del commento. Una volta tanto non le solite lamentele o farneticazioni, ma analisi e voglia di approfondire. Ho risposto sul sito. Non ho ancora capito bene come funzionino le risposte ai commenti Comunque ancora grazie e auguri per il suo lavoro G. Ferrari

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