Chi ha ragione?

Rapido appunto sulle prospettive economiche e politiche, che a questo punto si intrecciano.

Phastidio commenta il durissimo articolo di Stefano Fassina sul foglio non tanto contro Monti, ma contro la politica europea, e pare senza speranza: non c’è domanda, nè da noi nè fuori, e quindi siamo destinati ad un avvitamento progressivo di manovre restrittive per ridurre il debito pubblico che in realtà riducono le prospettive di crescita ed aumentano l’incidenza percentuale del debito pubblico, e via avvitandosi.

Nè lui, nè Fassina indicano una va d’uscita, o meglio quella indicata da Fassina, confusa per la verità mentre è molto chiara e condivisibile l’analisi, è impraticabile.

Propositivo invece Michele Bordin, uno dei promotori di Fermare il declino come sempre largamente condivisibile, anche se proprio non riesco ad accettare la sua ipotesi che possa esserci crescita senza domanda. “Di sicuro la crescita non viene dalla domanda, questa è una fantasia dei politici, a cui nessun economista serio crede. Lo stesso Krugman va contestualizzato. Egli, erroneamente, sostiene che a fronte di situazioni eccezionali è corretto stimolare la domanda ma anche Krugman sa bene che la crescita, quella che in Italia manca ormai da 12 anni, viene dalla produttività, dagli investimenti privati, dalla creazione di nuove imprese e dall’innovazione tecnologica. Queste sono cose che si possono fare tranquillamente in contemporanea all’eliminazione delle spese pubbliche inutili e parassitarie perciò non esiste una fase 1 di risanamento e una fase 2 di crescita come qualcuno racconta oggi”. E da dove, allora? Produttività, investimenti privati, creazione di nuove imprese, innovazione tecnologica dice lui. D’accordo, ma per produrre che cosa e per chi, visto che oggi nessuno vuole comprare? La domanda ci vuole, forse bisogna capire di che domanda abbiamo bisogno.

Comunque, pur con le critiche doverose, solo quelli di Fermare il declino parlano di cosa fare. Ma mi sembrano piuttosto nascosti. Vediamo lunedì 22 ottobre in Piazza Duomo quanta gente c’è. Sono proprio curioso

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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