Il peso ed il potere degli anziani in Italia

Nuovi dati a sostegno della riflessione avviata un mese fa sulla situazione di classe e di potere in Italia oggi.

Eurostat ha pubblicato ieri un comunicato stampa sulle spese per la protezione sociale in Europa. I dati sono al ggiornati al 2010 e sono estremamente sintetci, una paginetta di commenti meramente descrittivi ed una tabella che mette a confronto i 27 paesi europei fra di loro, con l’aggiunta di Islanda Norvegia, Svizzera, Serbia, e Croazia

Sui dati globali l’Italia sempra ripetere perfettamente la media europea: spendiamo per la protezione sociale il 29,9% del Pil, rispetto al 29,4% della media europa e l’indice della spesa pro-capite, misurata in potere di acquisto standard (PPS, Purchasing Power Standard) è pari a 102, rispetto alla base 100.

Il problema, per noi, o meglio per i nostri figli, nasce dalla composizione interna della spesa sociale. La UE suddivide la spesa sociale in cinque categorie (per le indicazioni metodologiche, queste sono le cento pagine dedicata al tema) “Anzianità e sopravvivenza”, “Salute e disabiità”, “Famiglia e bambini”, “Disoccupazione”, “Abitazione ed esclusione sociale”.

Noi dedichiamo oltre il 60% della spesa sociale agli anziani (solo la Polonia ci batte, ma la sua spesa sociale è nettamente inferiore alla nostra, il 18,9% del Pil rispetto al nostro 29,9%), solo il 2,9% alla disoccupazione (spendono meno di noi solo Malta (2,8%), Polonia (2,2%), Slovenia (2,8%) e Gran Bretagna (2,7%) ed un misero 0,3%, il dato più basso in assoluto per combattere l’esclusione sociale.

Da sottoporre poi alla riflessione della Camusso il dato sulla spesa sociale per combattere la disoccupazione, esattamente la metà della media europa. Il peso preponderante della assistenza agli anziani schiaccia tutte le altre funzioni. E, per favore, non ditemi che dobbiamo aumentare il valore assoluto di queste, magari aumentando le tasse (o il debito).

Forse semplifico, ma le somme che tiro io sono semplicissime: il peso ed il potere delle generazioni anziane schiacciano le altre, legittime, esigenze di aiuto che nascono dalla società. E non sempre, oserei dire quasi mai, le esigenze degli anziani sono le più impellanti, specie in una visione di sviluppo e crescita della società. Anche questi dati ben riflettono la realtà di un paese che non vuole crescere e si limita a rimpiangere un passato che vuole difendere a tutti i costi. Al punto da definire la difesa dell’esistente come progresso.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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