Loro hanno degli “avversari”, noi abbiamo dei “problemi”

Sto diventando sempre più insofferente.Non riesco più a sopportare tutto questo gran parlare che si fa in politica di battere questo o quello, di fermare il tale o il tal altro, di bloccare questa o quella parte politica, a secondo dell’interlocutore la destra, la sinistra, il centro, o, ancor meglio, la tale o la tal’altra persona.

Io ho dei problemi. O meglio l’Italia ha dei problemi.

Perchè da almeno vent’anni siamo il paese dell’Occidente che cresce di meno?
Perchè abbiamo creato un debito pubblico che è secondo solo al Giappone?
Date le due premesse, a me non stupisce che si abbia un basso tasso di occupazione e un alto tasso di disoccupazione,

Ma se questi sono i problemi cosa mi garantisce che se batto Berlusconi, se fermo la sinistra, riesco a risolverli?

Risolvere i problemi vuol dire prima identificarli, poi capirne le cause, poi proporre i rimedi. E, anche e non secondario, cercare di capire quale ceto sociale, e perchè, ha voluto o comunque ha tratto vantaggio da questa situazione e che cosa si può fare per aggregare una forza sociale sufficiente a modificare la volontà maggioritaria del paese.
Perché questo è il punto  su cui non riflettiamo abbastanza: se siamo arrivati qui è per colpa nostra. I governi che ci hanno guidato in questi anni sono stati votati da noi e, soprattutto, tutti abbiamo tratto un vantaggio dalla prosperità creata sul debito. Mi torna sempre in mente l’ormai veccho libro di Stella La deriva ed i propositi, mai attuati ma sempre pressanti e corretti, su cui riflettevo nei primi tempi di questo blog: de te hac fabula narrat. Non dimentichiamolo: i nostri guai dipendono da noi, e solo noi possiamo rimediarvi.

A voi sembra che la campagna elettorale, questa come quelle che la hanno preceduta, si muova in questa direzione? A me non pare proprio, anche perchè l’opinione pubblica è. nella sua grande maggioranza, è narcotizzata. Il debito è come una droga, genera assuefazione. Permette di rinviare i problemi: genera quasi magicamente risorse che non ho prodotto, ma che mi permettono di risolvere senza fatica problemi anche difficili. Se non le ho prodotte, non mi sono costate fatica. E se ottengono qualcosa senza fatica non riesco a dare un giusto peso a ciò che ho.

Uscire da una intossicazione da droghe è un processo lungo, difficile e faticoso. Riesce solo a chi ha una forte determinazione e una precisa consapevolezza del problema e delle sue soluzioni. Non è certo il nostro caso. E ci accorgiamo di quanto siamo dorgati solo quando, come nel novembre del 2011, per qualche accidente esterno, la droga diventa improvvisamente cara. Ma appena riusciamo a ridurne il costo, tutto ricomincia come prima. Fino al prossimo scossone.

Per favore, non aspettiamolo, cambiamo strada. Fermiamo il declino. Anche se si fa fatica. Sempre meno d quella che ci aspetta se non lo capiamo

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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Una risposta a Loro hanno degli “avversari”, noi abbiamo dei “problemi”

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on Pier Carlo Lava.

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