Aspettando Oxford, leggiamo il Fondo Monetario Internazionale

L’unica cosa che mi interessa in questa penosa campagna elettorale è leggere i risultati del promesso confronto sul Corriere fra i programmi dei vari partiti rielaborato da un centro studi inglese. Per ora ho visto l’esposizione dei programmi del Pdl e di Fare e nulla più.

Oggi mi accontento di segnalare questo studio del FMI che utilizza un modello econometrico del fondo stesso (Global Integrated Monetary and Fiscal model (GIMF)) per verificare l’impatto sulla crescita della recente riforma del mercato del lavoro licenziata nella scorsa primavera dal governo Monti.
Il succo è, in soldoni, che va bene ma va migliorata, il che, secondo me, vuol dire che non va bene.

Non mi sembra di aver visto rinvii o dibattiti sullo studio del FMI. Lo studio è recente: porta l’indicazione gennaio 2013 senza riferimenti al giorno ed io lo ho recuperato da un post di Daniel Gros su lavoce.Info del 29 gennaio (per la verità piuttosto preoccupante sulle nostre prospettive di sviluppo: abbiamo la più bassa produttività del capitale investito di tutta Europa, il che vuol dire che pensare che lo sviluppo possa venire solamente dall’aumento dell’investimeno, in particolare pubblico come suggerisce la CGIL, è del tutto illusorio). Speriamo che sia questa la ragione per cui non se ne parla.

In attesa, godiamoci l’inesauribile serie di battute ad effetto che i nostri candidati si scampiano quotidianamente e in cui primeggia, alla faccia della sua agenda, anche Mario Monti. Un vero miracolo: contagiato in meno di un mese dal virus della nostra politica inconcludente, anche lui è diventato tutto battute e niente fatti. Forse paga elettoralmente. Io non ci credo. Preferisco Giannino che quando incontra la Camusso cerca di ragionare, capire e farsi capire, evitando polemiche e litigi che pure sarebb facili. Ma inutili.

Mi piacerebbe sapere se il modello utilizzato è lo stesso di cui si è servito ad agosto Sandro Brusco per verificare l’impatto del allora appena proposto programma di legislatura di Fermare il declino (uno e due)

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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