Problema senza soluzione?

In soldoni: la crisi nasce dalla insostenibilità dei debiti, pubblici e privati, contratti per sostenere la domanda che, ante 2008, trainava la crescita. E la trainava soprattutto grazie  ai settori in cui il bene acquistato poteva essere utilizzato come garanzia del debito contratto (case ed auto).

Lo stimolo generalizzato alla crescita di impostazione keynesiana, oltre a scontrarsi con i problemi della sua finanziabilità, rischia di creare domanda per settori diversi da quelli in cui c’è maggiore offerta di lavoro (gioielli invece di auto).

L’analisi di Rajan mi pare lucida nella diagnosi, ma carente nella soluzione. O, meglio, è la conferma che la via d’uscita da una crisi dovuta ad una riduzione di una domanda sostenuta per anni dal debito passa solo attraverso un lungo e faticoso processo di riallocazione della domanda e del lavoro verso nuovi settori. Processo, mi permetto di aggiungere, che la continua crescità della produttività rende più difficile.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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2 risposte a Problema senza soluzione?

  1. Paolo Spinoglio ha detto:

    La soluzione deriva da attenti azioni tra loro sinergiche. Una di queste è senz’altro quella di non attivare lavori improduttivi, facili da attivare in momenti di prosperità con l’illusione di creare posti di lavoro. Andiamo, per farci capire, ad un esempio pratico e sotto gli occhi di tutti. Se si complicano gli adempimenti fiscali il mercato genera più commercialisti, momentaneamente utili, ma inutili sul piano produttivo industriale. Al limite, questi commercialisti e figli loro, sarebbe più produttivo rinchiuderli in un recinto ovattato e fargli studiare il volo su marte. Studi pregiudiziali a nuovi mercati futuri da conquistare. Siamo alle solite, se i nostri politici continuano a non vedere oltre il loro naso non ci resta che fonderci con la Svizzera e farle da portaerei nel mMediterraneo.
    Paolo Spinoglio

  2. Massimo Ferrari ha detto:

    … e se questa crisi, non fosse una crisi, ma un modello diverso di società a cui dovremo conformarci. Fino a qualche anno fa pensavo che fosse impossibile un’implosione così devastante. Ho letto articoli di giornale sulla “balcanizzazione” del modello occidentale, ma ho sempre rifiutato il pensiero che anche a noi ne fossimo coinvolti. Oggi mi devo ricredere …

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