Dallo status al contratto: andata e ritorno

Sto, faticosamente come sempre, schedando il libro di Goran TherbornScienza, classi e società. Uno studio sui classici della sociologia e sul pensiero di Marx“, di fatto una originale storia della sociologia che affianca alla analisi dei classici informazioni e squarci su autori a me sconosciuti, ma assai interessanti.

A partire dalla pagina 188 della edizione di Einaudi del 1982 che ho in mano affronta il tema della evoluzione dei rapporti sociali a seguito della progressiva avanzata della società industriale. Cita Tocqueville che osserva come “il graduale sviluppo dell’uguaglianza delle condizione è pertanto un fatto provvidenziale; e ne ha i caratteri essenziali: è universale, duraturo, si sottrae ogni giorno alla potenza dell’uomo: tutti gli avvenimenti, come anche tutti gli uomini, ne favoriscono lo sviluppo” e, più avanti, Henry Maine che analizza l’evolversi dei rapporti sociali e chiosa “il movimento delle società progressive è stato uniforme almeno sotto questo aspetto: attraverso tutto il suo decorso, esso è stato contraddistinto della graduale dissoluzione dei rapporti di dipendenza di carattere familiare e dallo sviluppo di obbligazioni individuali che ne hanno preso il posto … Se consideriamo invece lo status …, per esprimere solo queste condizioni, ed evitando di applicarle a condizioni quali le cause immediate o remote di accordo [contrattuale] potremmo allora dire che il movimento delle società progressive si è risolto, fino a questo momento, in un movimento dallo status al contratto” 

In sostanza l’avvento della industrializzazione portava maggiore eguaglianza e progressiva sostituzione di rapporti contrattuali, impersonali, ai rapporti di censo e di status, diretti e personali, che avevano contraddistinto la società tradizionale.

L’impressione è che la ruota stia tornando a girare al contrario: la crescita della diseguaglianza sociale che, incontrastata e spesso ignorata, sta caratterizzando la fase attuale, si accompagna ad una profonda modificazione proprio delle basi dei rapporti sociali. Alla impersonalità e, di conseguenza, alla possibile oggettiva imparzialità dei rapporti contrattuali basati sul mercato e sul contatto, si va sempre più sostituendo una prassi, ed a volte anche una teoria, che vede nei rapporti fra persone, spesso e volentieri non trasparenti e non oggettivi, il vero fondamento delle articolazioni sociali.

E’ la progressiva crescita ed espansione di quello che viene definito il capitalismo clientelare, il tarlo che sta erodendo la nostra società: si imbelletta con i principi tradizionali della società industriale, quelli appunto di Tocqueville e di Maine, ma applica prassi e comportamenti tipici della società feduale. Una evoluzione tanto più pericolosa quanto meno compresa e combattuta

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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