La patrimoniale che ci imporranno i tedeschi

Non è neppure scritto tanto fra le righe e, come tutti i ragionamenti di Federico Fubini, non fa una piega. Non riesco a trovare in rete l’articolo apparso sul Corriere di oggi, ma il concetto è semplicissimo.

Fubini ragiona con la testa della Merkel e della classe dirigente tedesca che deve affrontare le elezioni a settembre. E mette in fila alcuni fatti.

Primo: la Bundesbank ha appena pubblicato uno studio da cui risulta che gli italiani sono, a livello familiare, molto più ricchi dei tedeschi. Che l’analisi sia più o meno corretta poco importa. E’ certo che questo è il concetto che ha assorbito l’elettore medio tedesco e di questo un politico in fase di elezioni non può non tenerne conto.

Secondo: le elezioni italiane hanno evidenziato che una gran parte dell’elettorato, forse addirittura la maggioranza, imputa ai tedeschi la responsabilità della crisi, nostra e dell’Europa. Anche qui forse l’analisi non è particolarmente raffinata ma se ci si limita a sommare al 25% ottenuto da Grillo, almeno lui nettamente anti-euro, al quasi 30% del PDL dove le sparate di Berlusconi contro i tedeschi non sono certo passate inosservate, si arriva ben oltre la maggioranza assoluta dei votanti.

In queste condizioni è quasi obbligato per un politico tedesco tirare le somme. E la risposta, già adombrata nella rigidezza, condivisibile, di Berlino sulla crisi di Cipro, sarà altrettanto rigida nel caso di nostri problemi finanziari: gli italiani si salvino da soli.

Non aspettiamoci una mano dal nord Europa se i tassi del nostro debito pubblico torneranno a salire. Metteremo mano, con gran felicità di Camusso, Vendola e soci, al nostro patrimonio. E non sarà simpatico.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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