I misteri della contabilità pubblica

Impazza, in questi giorni, il tema dei debiti della Pubblica Amministrazione con i fornitori. Non si sa a quanto ammontino, non si sa da quanto siano scaduti, non si sa come pagarli, non si sa che il debba avere e non si sa chi li debba dare. Da anni giace sulla mia scrivania un libro di contabilità pubblica, il tentativo, sempre naugrafato, di capire qualcosa del bilancio dello Stato. Ma non credo di essere il solo. Leggete la bozza del decreto in preparazione in questi giorni e ditemi se ci capite qualche cosa.

Eppure io, con debiti e crediti, ci vivo tutto il giorno e, nel mio piccolo, riesco a tenerli sotto controllo. Magari non pago tutti i debiti alla scadenzaprevista, ma so quanti sono e so a chi li debbo. Anzi, quasi sempre, sono in grado di prevedere il loro sorgere, con la normale gestione degli ordini, a fornitori e a clienti. E, come me, credono che facciano, chi meglio e chi peggio, milioni di imprese e di singoli in giro per l’Italia.

Nello Stato tutto questo non si verifica. Capisco che le dimensioni non sono paragonabili, ma anche le risorse a disposizione sono diverse. Capisco anche le esigenze di regolarità, di trasparenza, di verificabilità della azione amministrativa, ma proprio per questo non capisco come ci possano essere dei debiti che, se vengono pagati, provocherebbe l’innalzamento del debito punnlico, o, forse, lo sforamento del deficit annuale. Perché, se non capisco male, il problema del ripianamento di quei debiti sta appunto nel fatto che, al momento, non risulterebbero nei conti sulla cui base vengono calcolati i vari parametri che hanno rilevanza nel grande gioco europeo.

In sostanza, per quel che capisco io, ci sono dei debiti pubblici che non rientrano nel debito pubblico. E’ così? E se è così che diavolo di sistema contabile è un sistema contabile che permette l’esistenza di debiti che non sono debito?

Qualcuno è in grado di aiutarmi a capire?

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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Una risposta a I misteri della contabilità pubblica

  1. Paolo Spinoglio ha detto:

    Quì veramente ci vorrebbe una rivoluzione per capire. Se così stanno le cose per i semplici debiti con i fornitori dello Stato, immaginiamoci come stanno le cose con la contabilità del debito sovrano! Mi piacerebbe poter vedere una sintesi delle varie partite contabili che portano all’ammontare del nostro debito pubblico sovrano. E’ proprio una cosa che andrebbe chiarita, è nei nostri diritti di contribuente! Paolo Spinoglio

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