Quale domanda è veramente autonoma?

Ha sicuramente ragione Alberto Bagnai quando scrive: “Per rimettere le cose a posto ci vuole più domanda, che necessariamente deve essere autonoma, perché se i redditi sono caduti, non si può contare su consumi e investimenti fissi” (p. 221 del suo libro Il tramonto dell’euro.)

Ma la domanda generata da un aumento della spesa pubblica è veramente autonoma? E, soprattutto, può l’espansione della spesa pubblica durare all’infinito come mi pare sostenere questo penoso articolo sulla crisi (mi ha fatto pensare: “povero Keynes, quante stupidaggini in tuo nome” e fatto venir voglia di buttare via tutto)?

Non è che la domanda di cui abbiamo bisogno sia qualcosa di più profondo, duraturo, importante ed impegnativo che quella, tutto sommato facile, ma ingannevole, basata sul spesa pubblica, e quindi sul debito, o sulla svalutazione?
Illudersi, ed illudere, non è una strada che porta molto lontano. Ma pare una bella strada. E per di più è in discesa. Infatti porta al declino.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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