Lampadine

Ogni tanto, come ho imparato all’università oramai tanti anni fa, si accendono delle lampadine, e si capisce meglio una situazione.

Queste le lampadine (che posso immaginare appaiano a volte poco chiare per chi legge: sono solo appunti da sviluppare):

  • crisi da insufficienza di domanda, mascherata per anni dall’aumento del debito, dovuta all’ … ;
  • aumento della diseguaglianza all’interno dei vari sistemi economici, con spostamento delle risorse dal lavoro al capitale e a chi lo controlla (il ruolo della borsa e della tassazione) (attenzione al concetto di diseguaglianza, cfr. il Krugman citato da nFA, anche se secondo me non sposta il mio ragionamento: disuguaglianza sono anche i troppi soldi che si fermano nele grandi aziende)
  • crescita dei mercati, crescita delle dimensioni delle imprese, diminuzione della concorrenza ed aumento del peso, anche politico, dei vertici aziendali, ridotti di numero e cresciuti di peso (il sistema bancario americano)
  • l’allargamento dei mercati dovuto alla riduzione dei costi di trasporto e di comunicazione ha comportato da un lato la diminuzione della concorrenza fra le azienda (cfr. supra) e, dall’altro, la crescita invece di quella fra i lavoratori di cui hanno beneficiato i lavoratori (produttori) di quello che una volta il terzo mondo e da cui sono invece stati penalizzati i lavoratori (produttori) delle economia che erano avanzate e che oggi è meglo definire tradizionali (o invecchiate)
  • ma se i lavoratori (produttori) di queste sono stati penalizzati, ne hanno invece tratto giovamento i consumatori, che hanno avuto prodotti migliori, più diversificati ed a minor prezzo

Illusorio pensare di uscire dalla crisi rilanciando la domanda con ulteriore debito. Il processo non può che essere:

  • maggiore concorrenza sia per il lavoro che per il capitale.
    Il che vuol dire norme antitrust e riduzione delle dimensioni aziendali per il capitale e flessibilità per il lavoro e, per tutti e due, diminuzione del CLUP (costo del lavoro per unità prodotta, che non è puro costo del lavoro)
  • innovazione a tutto spiano, per nuovi stimoli alla domanda che siano stimoli reali, con prodotti nuovi che soddisfino bisogni nuovi e bisogni vecchi con nuovi prodotti/metodi.

Una strada faticosa, che nessuno, almeno qui da noi, non dico vuole imboccare, ma pare sapere che esista.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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