Serve?

Stavo già per buttare via il post quando sono arrivato al commento a questo grafico che confronta l’incidenza dell’IVA sul pil in Germania e Italia

Confesso che in un primo momento non lo avevo capito e mi ero detto che almeno nel tassare i consumi eravamo più bravi dei tedeschi, li colpivamo meno. Ma poi, confesso fra molte distrazioni, mi sono messo a leggere l’articolo di Paolo Manasse e ho capito che, anche attraverso l’aumento dell’Iva di qualche hanno fa, i tedeschi hanno migliorato la propria posizione competitiva verso l’estero: l’Iva  grava su tutti i prodotti venduti all’interno del mrcato domestico. Un suo aumento si applica, è vero, sui beni prodotti all’interno ma anche su quelli imporati, ma non su quelli esportati e quindi aumenta l’incentivo all’esportazione.

Al di là di questo interessante particolare tecnico, l’articolo di Manasse, dati alla mano, ci racconta la solita storia. “in un mondo che cambia rapidamente, dove la barriere al commercio casono e i concorrenti innovano, l’inerzia italiana sul terreno delle riforme ha costituito un handicap competitivo che è stato reso più drammatico dalla crisi mondiale con conseguenze destinate a durare nel tempo”

Questi gli altri grafici dell’articolo

Figure 1. Unit labour cost-based real effective exchange rates

Figure 2. Hourly labour compensation

Figure 3. Hourly labour productivity

Figure 4. Average rate of employer’s social-security contributions (%)

L’articolo è il riadattamento di un paper in cui c’è un altro grafico che non sono riuscito a riportare qui, ma che è particolarmente significativo del diverso andamento dei mercati del lavoro in Germania e Italia. In sostanza mentre in Germania esiste una correlazione inversa fra tasso di disoccupazione e variazione dei salari, il che vuol dire che quando aumenta la disoccupazione diminuisce la crescita dei salari (la gente è disposta a lavorare per meno) in Italia questo non succede. Un bene o un male? A mio giudizio un male: se non ci si piega, alla fine ci si spezza.

 

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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Una risposta a Serve?

  1. Paolo Spinoglio ha detto:

    Noi siamo proprio delle zucche vuote, ci dobbiamo rassegnare. Forse Grillo ha proprio ragione! Paolo Spinoglio, il semplificatore

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