Il dibattito sulla diseguaglianza. Manca la parola chiave.

Parecchie le cose condivisibili dell’intervento di  John Cochrane “Come e perché preoccuparsi della diseguaglianza” ripreso qualche giorno fa da nFA.

Al di là delle frecciate polemiche, a volte gratuite, fa riflettere il tentativo di trovare un punto comune fra la sua posizione e le critiche da sinistra (dico così per semplicità e consuetudine, anche se è un termine che poco gradisco).
Scrive Cochrane “la critica a una società sempre più clientelare, sempre più alla ricerca di posizioni protette e privilegiate, sempre più controllata da estrattori di rendite (“rent-seekers”), dove contatti politici contano più che la qualità del prodotto nel successo di una impresa, ha eco sia tra i libertari e sostenitori del libero mercato che a sinistra

Ma come fa poi a non accorgersi che la gran parte della ricchezza viene accumulata, anche da quelli che lui definisce, almeno implicitamente, imprenditori che si meritano i soldi di cui godono (i jet privati indicati più volte nell’articolo come il simbolo del più elevato tenore di vita) è quasi sempre (troppo dire sempre?) frutto di contatti e relazioni che non definirei clientelari, termine dal connotato spregiativo, ma normali fra i potenti del mondo?

Non a caso mai nell’articolo appare la parola concorrenza e completamente ignorato è il problema, per me cruciale, del ruolo oligopolistico, se non monopolistico, delle grandi aziende, il loro ruolo sempre più estrattivo di cui nessun parla e che invece secondo me è il vero problema.

L’articolo prende spunto da una conferenza sul tema tenutosi a settembre in memoria di Gary Baker, di cui qui un breve sunto del dibattito ma non riesco a trovare i contributi. Strano

29 dicembre 2014

Qualche altro rinvio al tema, purtroppo sempre riferito agli Stati Uniti (e sarebbe interessante capire perché: sono le mie fonti che mi portano li o negli Usa il tema è molto più sentito e dibattuto che da noi?). Ma anche qui la parola concorrenza è bandita: fra le soluzioni proposte o discusse, le tasse, l’educazione ma nulla che abbia a che fare con il peso delle grandi aziende o l’aumento o diminuzione della concorrenza. Ma è così difficile da capire che, almeno a livello teorico, un mercato ben funzionante non può non portare ad un maggior equlibrio, anche dei redditi?

17 Things We Learned About Income Inequality in 2014 con parecchi rinvii particolarmente interessanti, in particolare a studi dell’Ocse e del FMI ed alle ripercussioni della diseguaglianza sullo sviluppo

The Incredible Shrinking Incomes of Young Americans

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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