Il potere oggi

La condivisione su Facebook del Corriere della Sera lascia a desiderare e mi costringere a collegare qui il fondo di oggi, 17 aprile, di Galli della Loggia “L’erosione di destra e sinistra che omologa la politica“, anche se gli articoli del blog preferisco riservali alle riflessioni più mature, invece che agli spunti.

Ne approfitto per aggiungere anche un bell’articolo statunitense, recuperato qui dove ci sono altri interessanti rinvii, soprattutto a libri, sul tema del potere, “Testing Theories of American Politics: Elites, Interest Groups, and Average Citizens“.

In comune le due riflessioni hanno l’accento sul ruolo che l’organizzazione gioca nel far prevalere gli interessi dei gruppi ristretti rispetto a quelli della massa dei cittadini disorganizzati. Il risultato, fortemente sottolineato nell’articolo americano, è un progressivo e consistente svuotamento della democrazia.

La conclusione non sorprende, anche nella mia logica, anzi.
Uno dei punti di partenza della mia ipotesi di analisi della società moderna è infatti quello che il progressivo emergere della importanza del momento del consumo rispetto a quello della produzione dovrebbe portare con sè anche uno spostamento  della effettiva capacità di influenza sui processi decisionali.
Ma il consumo è, per sua natura, un momento molto più individuale ed individualista che la produzione, soprattutto la produzione di massa che ha contraddistinto l’avvento della industrializzazione.
Con l’emersione della importanza del consumo, con i suoi corollari (tempo libero, evasione, individualismo, …) vengono meno le grandi letture ideologiche dell’otto-novecento e con esse la tradizionale distinzione politica di destra-sinistra. Il consumatore individuale è per forza richiamato nella sua sfera personale, in questo facilitato dalle politiche di marketing imposte proprio dal suo nuovo potere: il produttore è obbligato a segmentare, differenziare, personalizzare, di fatto ad individualizzare la produzione, seguendo e rinforzando l’individualizzazione del consumatore.

Uno scenario al cui interno ben si colloca l’analisi di GDL: l’aggregazione degli interessi diventa sempre più difficile, perché i percorsi personali si differenziano e diventa più facile il prevalere degli interessi di quei pochi, di solito produttori, che invece riescono ad operare uniti.

Rimangono, ma con ogni probabilità non bastano, gli interessi diffusi (salute, ambiente, beni comuni) ma non sono sufficienti ad operare una solida aggregazione che si tramuti in azione politica.

Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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