“E’difficili essere ottimisti sul futuro.” Ma è vero?

Di solito le interviste non mi piacciono e romanzi non ne leggo. Eppure, come molto spesso accade, a volte mi capita di dovermi ricredere.

E’ il caso di questa intervista ad un romanziere americano, un certo Jonathan Franzen, per me, e probabilmente scandalizzo molti, un perfetto sconosciuto. La sua analisi dell’America di Trump è interessante ma molto di più  trovo importanti e degne di riflessioni le sue considerazioni sulla società attuale ed in particolare la contrapposizione che lui fa fra cittadini consumatori.

Afferma, sul finire, “il vero problema è che le persone non si vedono come cittadini, ma come consumatori: i primi partecipano alla società costruttivamente, i secondi si limitano a pretendere: «Il consumatore ti dirà: non mi piacciono i fatti, voglio l’ignoranza. E così Spicer è un sollievo per i consumatori. Perché nega la realtà»”. Con ogni probabilità io sono più ottimista di lui, o forse voglio a tutti i costi che la realtà corrisponda alle mie idee, ma ritengo che l’obiettivo sia proprio quello di arrivare a far coincidere i due termini: il consumatore deve diventare un cittadino, proprio perché il cittadino è, innanzitutto, un consumatore.

E poi c’è il problema dell’influenza della circolazione crescente delle informazioni sulla democrazia liberale: Franzen si domanda “se stiamo scoprendo che la democrazia liberale è qualcosa che è stato praticato solo da una piccola percentuale della popolazione: una volta aperta la strada alla democrazia radicale nella forma dei social media, e di Twitter in particolare, ci stiamo accorgendo che la maggior parte della gente è antidemocratica, che è crudele e cattiva e arrabbiata e piena d’odio”.

Poi ci sono le riflessioni sul ruolo degli esperti, quelle sull’automazione. Tanto nel breve spazio di una intervista. E tutto stimolante. Lui è pessimista, io meno, per mia fortuna.

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Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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