Meglio tardi che mai

Fubini scrive, sul Corriere di oggi,  che “per la prima volta sta diventando possibile voltarsi indietro e tentare un bilancio di qualcosa che non sia solo una serie di anni orribili, perché l’Italia e l’Europa a questo punto vantano una ripresa che ha già quattro anni nelle gambe: dal 2014 al 2017″ e ne trae spunto per una analisi largamente condivisibile: non abbiamo avuto austerità, il nostro debito non è diminuito, anzi, ma la nostra crescita è la più bassa d’Europa.

E allora?

Allora niente. Come giustamente nota Fubini su di una cosa tutta la ns. classe politica, ed immagino, dietro a lei, tutto il paese, è compattamente d’accordo: per crescere ancora e ancora meglio è necessario fare nuovo debito.

Non è vero. Non era vero ieri e non è vero oggi. Non affrontare alla radice il problema del debito (oggi ce lo ha ricordato anche il Fondo Monetario Internazionale, per l’ennesima volta) ci condanna ad un lento, e speriamo tranquillo declino.
E se va bene a tutti me lo farò andare bene anch’io. Continuando a protestare.

Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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