Finanza e debito pubblico

Sto leggendo il libro della Mazzuccato Il valore di tutto (un regalo molto gradito e di cui sono molto grato) e sono arrivato al punto in cui critica a spada tratta l’aumento incontenibile del ruolo della finanza negli ultimi anni. E, con un vago tenore complottista, sembra imputarne la crescita a forze oscure ed ad animi malvagi.

Ma io ho i miei pallini e mi sono chiesto: e se anche in questo caso fossimo di fronte al solito fenomeno, per me evidente ma che non mi pare altrettanto lampante agli altri, della domanda che crea la propria offerta?
Traduzione: non è che la crescente domanda di debito, ed in particolare di debito pubblico, non sia alla base della crescita, inevitabile, della corrispondente offerta?
E allora non è che il primo passo per ridurre lo strapotere della finanza che, e su questo sono perfettamente d’accordo con la Mazzuccato, è il problema cruciale del nostro tempo, sia proprio quello di ridurre la domanda dei loro servizi, a partire da quella di credito?

Eppure tutti, soprattutto a sinistra, criticano aspramente i finanzieri, e poi tutti bussano da loro a quattrini.

Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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