Per favore, no

La mia classe dirigente non mi dà molte soddisfazioni.

Ma un piccolo favore potrebbe farmelo.

Non faccia il governo giallo-rosso. Ci porti al voto. Per una volta dia retta a me. E faccia contento Salvini. E’ l’unico modo per liberarcene.

Le vicende di questo agosto ne hanno rivelato, con una brutalità sconvolgente, la pochezza.
Le parole di Conte, il suo comportamento al suo fianco, la replica penosa, la dedica finale del paese alla beata Vergine, sono il degno epilogo di un comportamento che non si riesce non dico a capire, ma neppure a definire.

Inutile chiedergli perché ha aperto la crisi. Non lo sa. Probabilmente perché la mattina è sceso dal letto col piede sinistro e gli è venuto da comportarsi così. In giro immagino ci siano tante belle analisi sul perché e sul percome. Qualcuna l’ho letta anch’io.

Ma non servono a niente. Neppure Salvini sa che cosa vuole Salvini. L’unica cosa sicura è che piace a gran parte dei nostri concittadini, E allora facciamolo governare. Subito. Più aspettiamo e più lunga sarà la ns. agonia.

Quanto potrebbe durare un governo giallo-rosso? Giusto il tempo di intestarsi una finanziaria difficilissima, magari riuscire a far ripartire lentamente qualche cosa (ma che cosa si può far ripartire con i grillini?) e godersi le sparate di Salvini che, liberato da quei pochi vincoli che l’attività di governo gli hanno imposto, correrebbe beato in giro per l’Italia a riempirsi la bocca di inutili promesse.

Elezioni al più presto. Lui presidente del consiglio.
E che gestisca lui l’aumento dell’Iva che ha deliberato lui.
Allora, forse, non potrà continuare a scappare dalla realtà (non si presenterà ai veri G7, G8, G20 e via seguitando come ha fatto con le riunioni dei ministri degli interni europei in questi 14 mesi?) e vediamo come se la caverà.

Date retta a me. E’ l’unico modo per sperare di toglierselo dai piedi. Non per ripartire, putroppo, Ma, come dice il proverbio, chi vive sperando, muore cantando.

Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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