Perché certi consumi sì ed altri no?

Sto leggendo il libro di Bagnasco sul ceto medio. Sono alle prime pagine e, prendendola da lontano, parla dei gloriosi trent’anni. E, come tutti, si sofferma sulla crescita della produzione industriale, sull’affermazione della grande industria, sul bisogno di stabilità e programmazione. E dentro di me penso che proprio perché in quegli anni cresce progressivamente il commercio ed il mercato, le aziende trovano l’ambiente adatto per quel tipo di crescita.

Ma poi lui nota che si vendono saponi e dentifrici e non ospedali e trasporti. Ha ragione. Ma perché? La gente, con ogni probabilità, ha più bisogno di ospedali che di sapone. Eppure il sapone lo ha facilmente,mentre l’ospedale solo a fatica.

Basta la risposta che fare un ospedale è incomparabilmente più difficile che fare una saponetta?

Se fosse vera la mia teoria, il consumo guida lo sviluppo, certi bisogni dovrebbero essere soddisfatti prima di altri. Perché i cosiddetti consumi privati vengono soddisfatti prima e meglio di quelli pubblici?

Informazioni su Giuseppe Ferrari

Nato a Modena, vive e lavora a Milano praticamente da sempre. Sposato con due figlie. Laureato in sociologia e sociologo mancato (questo blog è la mia rivincita tardiva ed incerta). Imprenditore nel settore della stampa dell'imballaggio flessibile.
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