Il consumo nella teoria, economica e non solo

Nuovo gruppo di articoli, o pagine vedrò, per tenere rinvii ad appunti sul ruolo attribuito al consumo nella teoria, economica e non solo.

20 ago 2016

Riflessioni leggendo Malanima (cfr Biblios). Se è vero, come sostiene lui a p. 220, che i consumi alimentari a fine ‘700 erano peggiori di quelli del Medioevo mentre erano molto migliori le condizioni di vita sotto altri aspetti, in particolare quelli abitativi e di vestiario, vuol dire che non sempre è il consumo, inteso come bisogno, a guidare, ma che forse il momento determinante ritorna ad essere quello della produzione, o meglio delle capacità produttive di ciascun momento storico. Il rapporto, come sempre, è dialettico.

25 lug 2012

Dalle nuove tecnologie nuovi strumenti per controllare il consumo. Tenendo sotto controllo quanto comprano con una applicazione per PC, tablet e aggeggi vari che si chiama Pageonce, quelli dell’università del Michigan stanno estrapolando dati con cui controllano il loro famoso   consumer-sentiment index,

31 mag 2012

Giuseppe Bedeschi recensisce sul Corriere una biografia di Luigi Einaudi scritta da Giovanni Farese “Luigi Einaudi” edito da Rubettino pp. 180 €. 13. Mi ha incuriosito sia perchè affianca ad Einaudi la figura di Wilhelm Roepke, che non avevo mai incontrato, ma soprattutto perchè la terza via di cui parla il titolo, fra capitalismo e capitalismo, è basata su di una ampia tutela del mercato e della concorrenza, a vantaggio dei consumatori. Einaudi cita Roepke: “Einaudi faceva proprie le parole di Roepke: «Solo la concorrenza fa sì che la collettività dei consumatori, la quale in regime di lavoro diviso si identifica con la collettività dei produttori, abbia voce decisiva nel determinare che cosa, come e quanto si deve produrre… Il processo dell`economia di mercato è per-così dire un plébiscite detous les jours

20 mag 2012

Tanti rinvii bibliografici, tanta teoria, ma non arriva ad una conclusione questo interessante articolo dove Luigi Pistaferri e Tay Saporta-Eksten cercano, invano, di trovare una correlazione fra la distribuzione del reddito ed il consumo aggregato. Potrebbe essere la base di uno studio interessante, anche se loro non trovano precise correlazioni.

16 ago 2011

L’economia consumistica sta morendo? Lasciatela morire” Se fosse così semplice chi non preferirebbe una economia della produzione ad una economia del consumo? Mi spiace per Michel Mandel ma non è così. Produzione e consumo sono due faccie della stessa medaglia. Certo i suoi suggerimenti su come stimolare gli investimenti ad alto contenuto tecnologico negli Stati Uniti sono corretti, ma la gente ha bisogno della maglietta, ed allora è bene che comperi quella migliore al prezzo più basso, anche se viene dalla Cina. Del resto, come dimostrano i suoi grafici, non è la mancanza diquesto tipo di consumo ad aver aggravato la situazione economica americana. Mancano gli investimenti. Ma se nessun li vuole? Il problema non è di facile soluzione.

22 lug 2011

Psicologia del consumo spicciola da The Atlantic: gli acquirenti arrabbiati comprano peggio di quelli contenti. E allora?

21 mag 2010

Gli ultra-liberisti mi fanno sempre tenerezza e anche questa intervista a Vernon Smith sembra uscire da storie ottocentesche eo da qualche predica di un buon curato di campagna: “Lavorate di più, non fate i pigri e tutto andrà a posto”. Fosse così semplice. Ma non è per questi profondi suggerimenti che ne voglio tenere traccia: mi ha interessato la distinzione che fra fra il mercato delle commodities, cioò dei beni che vengono acquistati per essere consumati, banalmente il cibo, e che quindi non possono essere rivenduti ed il mercato dei beni durevoli, che per loro natura possono essere rivenduti ed anzi spesso vengono acquistati proprio perché si pensa che il loro valore aumenti. Vernon avverte come solo con il secondo tipo di beni, e nei loro mercati, si possono formare bolle speculative.

E’ una annotazione meritevole di molta attenzione: si potrebbe sostenere che a maggior ragione è importante il consumo, inteso proprio nella sua accezione più brutale di utilizzo di una cosa che non si può più riavere: in questo caso ci si comporta in maniera molto più attenta e razionale.

12 set 2009

Qualcuno è arrivato da me cercando informazioni su Gilles Lipovetsky, che ho scoperto essere un filosofo francese, autore, fra l’altro, di un libro del 2006 adito a Parigi da Gallimard Le bonheur paradoxal. Essai sur la société d’hyperconsommation, che potrebbe interessarmi. Probabilmente anche altri suoi spunti di riflessione sulla società moderna sono degni di attenzione.

03 set 2009

Rinvii a due interessanti articoli di analisi del ruolo dei consumi di particolari beni nella storia economica.
Jonathan Hersh e  Hans-Joachim Voth (“Coffee, consumer choice, and the consequences of Columbus“) mirano a falsificare la teoria che la qualità della vita nella storia non è per niente migliorata fino all’avvento della rivoluzione industriale. Lo fanno dimostrando, per quanto si possa dimostrare in un breve articolo pubblicato su Internet, che l’introduzione sui mercati europei di nuovi consumi nel XVII e XVIII secolo, ed in particolare quello di tè, caffè e zucchero, hanno avuto effetti di miglioramento del tenero di vita molto più alti che non quelli avuti dai computer o dai telefoni cellulari.
Nathan Nunn e  Nancy Qian (“Potatoes, the fruit of the earth“) riprendono le teorie che anticipano nel tempo la crescita della popolazione mondiale, attribuendono le cause non solo e non tanto ai progressi nel campo medico, igienico e sanitario quanto a quelli nel campo alimentare e, segnatamente, all’introduzione della patata, importata dall’America. La patata si è rivelata un alimento estremamente nutriente e soprattutto in grado sia di fornire calorie ad un prezzo basso sia di garantire un maggior rendimento per ettaro lavorato.

21 feb 2009

Il Cerp pubblica, in inglese, un paper di Fabio Bagliano e Claudio Morana dal titolo “Permanent and Transitory Dynamics in House Prices and Consumption: Cross-Country Evidence“. L’abstract recita “In this paper a small-scale macroeconomic system is estimated in the framework of a common trends model, in order to explore the dynamic interactions between real house prices, consumption expenditure and output in the US and major European economies. The results point to important differences across countries, with long-run house price effects on consumption only for France, Germany and the US. However, some interactions between house prices and consumption are detected in all countries at shorter horizons. Evidence of international comovements in the common trend component of house price dynamics is also found.” Il paper non è lungo, 39 pagine, ma come tutti i lavori del Cerp è altamente tecnico, pieno di funzioni statistiche al di là delle mie possibilità. Mi interessava vedere se nella bibliografia vi erano accenni ai dati utilizzati su consumi, ma da una rapida scorsoa mi è sembrata tutta orientata su studi teorici.

20 dic 08

When Consumers Get Depressed“. Di fatto una recensione al libro di Krugman “Il ritorno dell’economia della depressione“, dove si imputa la crisi alla “insufficienza della spesa privata per utilizzare l’intera capacità produttiva disponibile”. Interessante l’annotazione del differente approccio degli economisti Usa e del FMI a questa crisi rispetto a quella dei paesi asiatici del 1997-98. Allora la ricetta era rigore fiscale, bilancio in pareggio e stretto controllo della domanda, mentre oggi è l’espansione del debito pubblico per rilanciare  il consumo. Forse, come giustamente nota l’articolista, la mancanza della domanda dei paesi in crisi nel 97-98 non toccava la situazione a New Yok, come invece succede oggi. Da leggere anche il rinvio ad un articolo di Krugman sulla New York Review of Books, “Cosa fare“, che ben si sintetizza in due raccomandazioni “get credit flowing again and prop up spending“.

17 ott 08

Il mercato dei limoni. Questa teoria è valsa il premio Nobel, se non ho capito male, a 3 economisti, George Akerlof, Michael Spence e Joseph Stiglitz  nel 2001, e. da quel poco che ho capito, parla delle asimmetrie informative che influenzano il consumo. Se non conosci bene, comperi dei bidoni. Vediamo se, avendo tempo, questa prima impressione è quella giusta

16 ott 08

Articolo di Samuelson che, commentando la crisi finanziaria, rileva come alla base della macroeconomia ci sia la domanda

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