Idee guida

Con calma la metterò a posto. Ma non ci riesco mai. Riletto oggi (11 mar 2012) mi sembra tutto corretto, ma per ora non riseco ad organizzarlo bene. Metto una pagina di ipotesi di ristrutturazione, chissà se serve.

Vorrei che questa pagina diventasse la presentazione, il più possibile corretta e studiata, di quali sono le idee guida che voglio seguire nella gestione di questo blog, che in un certo senso dovrebbe essere la scaletta che, da un po’ di tempo vado, scherzosamente ma non troppo, direi di voler scrivere. Probabilmente quando andrò in pensione, cosa che non penso di fare.

Per ora i primi appunti.

La logica che mi guida faceva riferimento a quattro parole che ora ho ridotto a tre, unificando potere e democrazia, dato che mi sempra logico che la democrazia sia una dei modi in cui si esercita il potere

Potere (Democrazia)

Produzione

Consumo

Nelle vacanze 2008 ho leggermente modificato i termini, arrivando a quella che mi piace definire la mia trilogia

Produrre          Distribuire             Consumare
(i tre verbi sono da riferire al reddito)

Sequenza che mi pare abbia una sua logica indiscutibile e che, sotto le tre nuove voci continua a comprendere i concetti sopra delineati. Il collegamento è evidentemente del tutto immediato per quanto riguarda le associazioni “produrre-produzione” e “consumare-consumo”, mentre è forse un pochettino più forzata nel collegamento “distribuire-potere”, ma anche qui la logica mi pare inoppugnabile: è nel momento della distribuzione del prodotto, o del reddito se si vuole, che si instaurano i rapporti di potere e si torna quindi ai problemi della democrazia

Le riflessioni partono dalla stupita constatazione del crescere degli spazi e e del tempo dedicati al consumo che ho visto maturare nel tempo della mia vita.

A questa crescita della importanza, per il momento diciamo pure solo visiva, del consumo, fa da contraltare una tradizione, che per me risale agli studi universitari negli anni del ’68 e quindi con una forte impostazione marxista ma che mi sembra costantemente ribadita ancora oggi , dopo oramai quarant’anni, che base l’analisi degli accadimenti sociali puntando sul peso della produzione.

L’emblema è il costante riferimento alla crescita del PIL, il prodotto interno lordo, come indicatore della migliore o peggiore situazione della società.

E invece il tema guida delle mie riflessioni è che il potere sia passato, o stia passando, lentamente ma inesorabilmente, dal momento della produzione a quello del consumo. Sempre più, a determinare le nostre scelte e le nostre decisione è il modo in cui ci poniamo nel momento del consumo del reddito prodotto e non più in quello della produzione del reddito da consumare. Il rapporto rimane naturalmente dialettico, soprattutto perchè il reddito che consumiamo è determinato da come ci poniamo nel momento della produzione (anche se non più sempre e solamente, basti pensare al basso tasso di occupazione, soprattutto in paesi come l’Italia) anche se non va dimenticato che la nostra capacità di consumare non dipende solamente da quanto guadagniamo ma anche da quanto bassi sono i costi (è la stessa cosa se possiamo consumare di più perchè guadagniamo di più o perchè il prodotto che vogliamo consumare costa di meno)

Due sono quindi i temi teorici di riflessione base:

01 – nelle nostre scelte di vita pesa sempre di più il modo in cui ci posizioniamo nel momento del consumo

02 – quanto pesa il fatto che è il nostro reddito, frutto del posizionamento nel momento della produzione, a determinare la nostra capacità di consumo

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