Riflessioni su spesa pubblica e bilancio dello Stato

20 nov 2011

Appunto in margine alle mie “Riflessioni sul governo Monti“: la spesa pubblica, nelle mani soprattutto ma non solo, della classe politica di destra che si riconosce in Berlusconi ha trasformato la spesa pubblica da strumento di acquisizione di consenso politico, da cui eventualmente potevano derivare diretti vantaggi personali, in strumento di acquisizione di ricchezza privata che diventa la vera ragione della azione politica.

6 lug 2010

Rinvio a dati Istat riepilogativi (1980-2009) su “Conti ed aggregati economici delle Amministrazioni pubbliche” così presentati:  “L’Istat diffonde informazioni dettagliate sui conti economici e i principali aggregati annuali del settore delle Amministrazioni pubbliche con gli aggiornamenti per il periodo 2006-2009. I dati sono coerenti con quelli contenuti nella Notifica dell’indebitamento netto e del debito pubblico trasmessa ad Eurostat il 31 marzo 2010 e diffusa a livello nazionale il successivo 22 aprile, e con il Conto economico consolidato delle Amministrazioni pubbliche pubblicato nel Rapporto Annuale dell’Istat, edizione 2010.
I dati riferiti al Conto economico consolidato delle Amministrazioni pubbliche e i relativi aggregati sono elaborati in conformità alle regole fissate dal dai regolamenti comunitari (Manuale sul disavanzo e sul debito pubblico, Regolamento sugli obblighi di notifica nell’ambito della procedura sui deficit eccessivi di cui al protocollo annesso al Trattato di Maastricht, SEC95, ecc.).
Gli effetti della crisi sulle finanze pubbliche delle economie avanzate, già evidenti nel 2008, si sono manifestati appieno nel 2009, provocando in generale una riduzione delle entrate, un aumento delle spese e un peggioramento dei saldi e delle dinamiche dei conti pubblici.”

29 nov 2009

Dal capitolo dovuto a Marcello De Cecco ed Antonio Pedone “Le istituzione dell’economia” nel libro a cura di Raffaele Romanelli “Storia dello Stato Italiano dall’unità ad oggi” edito da Donzelli nel 1995, di estremo interesse le riflessioni, alle pagine 297-298, su quelli che gli autori definiscono “atteggiamenti di irresponsabilità sul versante della spesa” e che attribuiscono alla rapidissima, ed imprevista, aumento della pressione fiscale che si è verificata in due periodi molto brevi: dal 1979 al 1983, 7 punti, e dal 1987 al 1993, altri 7 punti. Nel primo periodo la spinta è venuta dall’Irpef, per l’interazione tra progressività ed inflazione e per le nuove modalità di riscossione. Nel secondo periodo si è ricorsi a forme di prelievo occasionali e irripetibili.

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