Breve trattato sulla decrescita serena – Latuoche, Serge

Il libro non mi è piaciuto. Lo ho trovato moralista, utopico ed irreale. Mettendo giù l’indice mi è però venuta una idea, con riferimento al capitoletto “Uscire dalla società lavorista attraverso la decrescita”. Non mi ricordo cosa c’è ma mi è balenata l’idea che consumo e lavoro sono i due opposti e che se cresce il secondo scende il primo.
Sarebbe da rileggere

Lo ho riletto senza accorgermene nel 2015 quando Laura ed Irene me lo hanno regalato per il mio compleanno. In tutti questi anni mi ero tenuto lontano dai suoi libri che spuntano come funghi sugli scafali delle librerie, prprio perché ritenevo inutile leggerlo. Di fronte al regalo, senza ricordarmi che ciò che avevo già letto era la stessa cosa che mi hanno regalato, lo ho ripreso in mano e debbo dire che ne sono rimasto sbalordito. E più mi ha sbalordito non aver avuto la stessa impressione sette anni fa.

Riprenderò il commento dopo aver riportato le citazioni degne di nota. Alcune sono da incorniciare.
Una specie di grande fratello in chiave ecologica e reazionaria.

Vediamo come supportare questa definizione. Prima citazione a pag. 68, sulla libertà personale, i bisogni ed i consumi “Una assemblea può dire “Due paia di scarpe bastano. Non avete bisogno di dieci paia”. La comunità può decidere che non si può superare un certo limite, che le persone non hanno bisogno della luna
Seconda citazione a pag. 87 ancora sulla libertà a questo punto della ricerca nel nono punto del programma elettorale dell’ipotetico partito della decrescita “9. Decretare una moratoria sull’innovazione tecnico-scientifica, fare un bilancio serio di questo settore e riorientare la ricerca scientifica e tecnica sulla base delle nuove aspirazioni delle persone
Cigliegina sulla torta a pag. 100 l’elogio del passato remoto “Lavorare meno e diversamente può voler dire ritrovare il gusto del tempo libero, recuperare l’abbondanza perduta della società dei raccoglitori-cacciatori descritta da Sahlins” Per non rimanere a bocca aperta ho cercato in rete, ma senza successo, il testo citato di Sahlins, per capire severamente vi si trovasse questo elogio di una società in cui, a mio giudizio, la vita doveva essere piuttosto dura. Ma veramente Latouche è convinto che i raccoglitori-cacciatori stessero meglio di noi e che a loro si debba tornare? Mi pare così grossa da non essere credibile.
Ma su tutto il libro pesa la cappa, che a me pare del tutto assurda, dell’antiefficentismo, ben sintetizzata da questa citazione (a pag. 70): “Lo spirito della decrescita è agli antipodi di questa ricerca ossessiva di economie di ogni genere e dell’ideologia neoliberista che ne è il fondamento, con le sue parole chiave: efficienza, prestazioni, eccellenza, redditività a breve termine, riduzione dei costi, flessibilitò. ritorno sull’investimento ecc., il cui risultato è la distruzione del tessuto sociale. Si tratta sicuramente di consumare meno le risorse naturali limitate del pianeta ma per produrre un di più extraeconomico: dunque un obiettivo diametralmente opposto a quello dei tecnocrati
Vero che l’economia non è tutto, ma, banalmente, fare le cose bene mi pare il minimo per chiunque.

Avevo fatto bene in tutti questi anni a tenermi alla larga da Latouche, ma rileggerlo non è stato tempo sprecato. Adesso so meglio perché me ne starò alla larga.

Fatelo anche voi.

INDICE

1. Il territorio della decrescita
Un ufo nel micriocosmo politico
Che cosa è la decrescita?
La battaglia delle parole e delle idee
Le due fonti della decrescita
La tossicodipendenza da crescita
L’alga verde e la lumaca
Una impronta ecologica insostenibile
Una falsa soluzione: ridurre la popolazione
La costruzione politica della crescita
2. La decrescita: una utopia concreta
La rivoluzione della decrescita
Il circolo virtuoso della decrescita serena
La decrescita come progetto locale
Ridurre significa tornare indietro?
La sfida della decrescita per il Sud
La decrescita è riformista o rivoluzionaria?
3. La decrescita: un programma politico
Un programma elettorale
Lavoro per tutti in una società della decrescita
Uscire dalla società lavorista attraverso la decrescita
La decrescita è solubile nel capitalismo?
La decrescita è di destra o di sinistra?
E’ necessario un partito della decrescita?
Conclusione: la decrescita è umanesimo

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...