Lo stato stazionario – Daly, Herman E.

Credevo di aver fatto l’affare del secolo quando, ad una fiera di beneficienza, ero riuscito a farmi regalare questo vecchio e consunto librettino. Credevo fosse, e probabilmente è, una delle bibbie delle teorie della decrescita. Ma mi ha deluso parecchio. Forse lo ho letto di fretta, e molte cose sono troppo tecniche per un dilettante come me, ma se sulle ipotesi di fondo posso trovarmi d’accordo, alcune proposte mi hanno fatto accapponare la pelle.
I punti di accordo sono:
la necessità che esista un principio sovraordinato a quello economico della massima utilità
l’evidenza delle leggi fisiche, in particolare il principio di entropia, che rendono di fatto impossibile una crescita illimitata
I punti di disaccordo:
Le istituzioni dell’economia in stato stazionario.
E’ condivisibile, e se non altro sostanzialmente fondata su riferimenti ad autori classici, a cominciare da Stuart Mill e Locke, l’ipotesi di limiti, anche sostanziali, alla proprietà privata, nella parte che eccede le necessità di ciascuno. Limite per altro di ben difficile determinazione.
Ma terrificante la proposta sulle licenze di nascita trasferibili e non particolarmente allettante anche la rigida regolamentazione dello licenze di sfruttamento delle materie prime. Anche qui vedo enormi problemi di applicazione.

INDICE

Prefazione

Prima parte: L’economia in stato stazionario

1. Una panoramica dei problemi

2. Il concetto di un’economia in stato stazionario
Che cosa è un’economia in stato stazionario?
Perché un’economia di stato stazionario è oltreché necessaria, desiderabile?
Capitale, reddito e l’economia in stato stazionario
Scarsità, bisogni e l’economia in stato stazionario
Le ipotesi di valore che stanno alla base dell’economia in stato stazionario

3. Istituzioni per un’economia in stato stazionario
L’istituzione distributiva
Licenza di nascita trasferibili
Quote di sfruttamento
Un programma coordinato

4. Efficienza nell’economia in stato stazionario
Sull’efficenza allocativa dei mercati concorrenziali
Riflessioni conclusive sull’efficienza

Seconda parte: Il dibattito sulla crescita

5. Un catechismo degli errori della crescita
Non possiamo avere abbastanza di quella roba merravigliosa
Il pelo del cane che vi morde
Incoerenze logichee svicolamento dai problemi principali
Le lacrime di coccodrillo delle Marie Antoniette dell’ultimo giorno
Confessando che il primo passo è pericoloso
La concretezza mal riposta e la salvezza tecnologica
Modelli a due fattori con risorse libere e fattori fondo che sono quasi perfetti sostituti dei fattori flusso
Ma le risorse rappresentano una così piccola percentuale del PNL
Il valore attuale e il feedback positivo
Cultura giocane e scalatori di piramidi delusi
La scommessa di Pascal rivisitata
L’errore di una produttività delle risorse naturali crescente in modo esponenziale
Il settore dei servizi sempre in espansione e PNL angelicato
Kelso e la seconda economia
Il concetto di efficienza del più e meglio
Concezioni erronee sull’allocuzione distorta e sulla crescita
Quale seconda legge?
Crescita zero e la Grande depressione
Conclusione del dibattito sulla crescita

6. L’energia e il sibattito sulla crescita

7. Economie in sviluppo e lo stato stazionario

8. Conclusione: sull’equlibrio biofisico e la crescita morale

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