Sul capitalismo contemporaneo

Libro in coabitazione fra l’introduzione di Michel Aglietta alla riedizione del suo libro Regolazione e crisi del capitalismo del 1997 ed un articolo scritto ad hoc da Giorgio Lunghini per questo libro. Ma mentre Aglietta si fa leggere e probabilmente rileggere, Lunghini fa non so se pietà o tenerezza con il suo patetico tentativo di spiegare il mondo di fine secolo con forte citazioni di Marx e di Keynes. È mai possibile che i cosiddetti sinistri non siano capaci di fare altro che rileggere chi studiava la realtà di uno o due secoli fa invece di studiare il nostro mondo?