Conditio umana – Beck, Ulrich

Una vera delusione. L’ho comperato perché non avevo mai letto niente di Beck e perché la sua fama di teorico della società del rischio mi incuriosiva. FInito il libro, debbo confessare che non ho capito niente. Sono io che sono tonto o la sociologia moderna si sta avviando lungo sentieri dove contano le parole, possibilmente messe in bella fila a giocare in bei paradossi, ma senza che al di lè della eleganza formale si riesca a cogliere il senso di un ragionamento?
Beck mi sembrato molto simile a Bauman. Molti concettti strani, tanti giochi di parole, ma i collegamenti con la realtà molto labili se non del tutto assenti. Mi ha colpito molto il fatto che un evento che io considero tutto sommato piuttosto marginale nella sua realtà concreta, l’attentato dell’11 settembre alle torri gemelle, possa aver avuto una ripercussione così importante non solo a livello dell’opinione pubblica, comprensibilmente attratta dagli eventi eclatanti, ma anche per uno scenziato sociale come Beck.
Debbo dire che su di un concetto importante come il rishio io mi aspettavo una analisi molto diversa. Perché il rischio ha assunto una importanza così elevata nella nostra società? Perché lo rifuggiamo in tutti i modi?. e via seguitando.
Il libro di Beck, invece di essere una risposta a queste domande, è l’ennesima esempio di una ssocietà che ha paura ma che non riesce a capire il perché. Certo, può essere che sia io che non sono in grado di capire il ragionamento di Beck, per alro nascosto dietro troppi, e troppi astrusi, concetti. Ma non posso chiudere il libro senza avere l’impressione di un autore che, al fondo, non capisce ciò che sta analizzsando e si rifugia nelle parole per nascondere la propria incomprensione.
Non per nulla il più concreto, pur nella sua astrattezza e nella vacuità delle sue proposte, è l’ultimo capitolo, dove l’analisi del rischio sparisce e rimane solo la generica analisi della società post-moderna..
Certo che se la sociologia moderna è Beck e Bauman allora capisco perchè le mie letture si vanno portando sugli economisti, più concreti e più attenti alla realtà odierna. Debbo per la verità dire che, per quanto l’abbia letto qualche anno fa, Castels aveva una ben diversa, e più profonda capacità di analisi della società moderna.

Citazioni “Lo si può chiarire anzittutto per contrasto con l’idea weberiana della gabbia dell’appartenenza alla razionalità: l’incertezza insuperabile (che potrebbe anche estendersi con la spinta alla razionalizzazionei insita fin dall’inizio nel rischio distrugge la prigione del futuro calcolabile e – ciò suona paradossale – ci libera” (p. 34)

Indice
I Introduzione. La messa in scena del rischio mondiale
L’anticipazione della catastrofe modifica il mondo
Il potere degl impotenti, ovvero il rischio della reputazione per le banche
Gli embrioni a rischio vengono esclusi
Londra, New York, Tokio vengono inghiottite dal mare
Cambio di fronti
Competizione mondiale perr la brutezza
Quando è stata tolta la sicura al modno ovver. Schultzz va alla guerra
!. Rischio
2. Società del rischio
3. Società mondiale del rischio
Rischio e catastrofe
Viene meno la distinzione tra il rischio e la percezione culturale del rischio
Tipologia dei rischi globali
L’anticipazione creduta della catastrofe modifica il concetto di società del XXi secolo
Max Weber e Jhon Maynard Keynes, ovvero il ruolo fondamentale rimossso del non sapere
4. L’architettura argomentativa e l’articolazione di questo libro
2. Rapporti di definizione come rapporti di potere: chi decide che cosa è o non è un rischio?
1. I rischi sono senza tempo
2. Il calcolo del rischio sicurezza calcolabile di fronte a un futuro apero

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