Il grande balzo all’indietro – Serge Halimi

Non so se Halimi sia marxista. Sicuramente è anticapitalista. Ma comunque il suo libro lascia perplessi: è tutto basato su di una analisi critica ideologica, alle idee, come se queste esistessero e si riproducessero completamente scollegate dall’andamento reale della società. E pertanto l’emergere del predominio della ideologia neo-liberista assume l’aria o di un complotto di abili personaggi o di un inevitabile destino. Il libro è comunque piacevole, anche se assai spesso sembra più una raccolta di anedotti che una analisi causale della realtà. Sconcerta anche l’uso frequente di salti temporali, che lasciano disorientati.
E’ un aiuto a ripercorrere questi ultimi anni convulsi, anche se non convince per niente quando attribuisce ad Hayek ed al suo centro studi Societè Mont Pellerin una preveggenza ed una influenza che mi sembrano del tutto fuori dal normale.
La conclusione, dove lascia balenare che la mondializzazione verrà progressivamente frenata perché attaccherà posti di lavoro più ricchi ed influenti di quelli attuali, liberi professionisti al posto degli operai, non convince, anche perché lascia trasparire un completo disinteresse per l’altra faccia della medaglia, quella dove vengono creati i posti di lavoro che spariscono dall’Occidente.
E mi conferma che il modo giusto per affrontare i problemi che ci attendono è quello di compiera la rivoluzione copernicana: non è importante il momento della produzione, ma quello del consumo. E quindi ben vengano tutte le innovazione, tecniche, sociali o politiche che consentono di ridurre il costo anche delle mie visite mediche, visto che il dottore indiano che mi visita attraverso Internet guadagna meno di quello milanese da cui debbo andare.
Certo non basta poi dire che il dottore milanese riuscirà a fare qualche cosa d’altro. Bisogna anche saperglielo presentare, creare, e offrire.
Ma, come spesso accade, dulcis in fundo. La cosa più utile del libro, ben più della tronfia prefazione di Bertinotti, è il saggio finale di un certo Massimiliano Panarari che, sotto il titolo Il mestiere del cronista. E quello di critico dello spirito del tempo, inquadra l’opera di Halimi nella sua esperienza di studios e di giornalisti all’interno del gruppo di Le monde dilpomatique, vivace e sempre più autonoma costola del prestigioso quotidiano francese, contraltare antiglobalizzazione, a giudizio di Panarari, del Financial Times

2 risposte a Il grande balzo all’indietro – Serge Halimi

  1. Emiliano ha detto:

    prova a leggere David Harvey, Breve storia del Neoliberismo. Ora voglio almeno sfogliarlo questo di Halimi. Grazie per il parere.

  2. Giuseppe Ferrari ha detto:

    Grazie del suggerimento. Il problema sarà trovare il tempo e ricordarsene

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