Perché le nazioni falliscono – Acemoglu, D. e Robinson, J.A.

Difficile scegliere se metterlo sotto economia o sociologia. Gli autori sono economisti, ma a me sembra un libro di sociologia o, forfse meglio, di scienza politica. Analizza, in maniera mirabile, il ruolo giocato dalle istituizioni, e quindi dei rapporti di potere, sullo sviluppo economico. La tesi è semplice: se le istituzioni sono etrattive, lo sviluppo economico e sociale è minore, ed il benessere peggio distribuito.

Molto interessante. Prima di riprendere le citazioni fisso quello che mi sono detto più volte leggendo. Una sconfinata conoscenza storica, una ipotesi teorica convincente e ben dimostrata, ma una inadequate definizione terminologica. Quattro i concetti essenziali: inclusione ed estrazione, riferiti sia alle istituzioni politiche che a quelle economiche, distruzione creatrice, innovazione e congiunture critiche (momenti di crisi) (al momento non mi vengono in mente i termini esatti usati dagli autori, ma li inserirò ripercorrendo il libro). Il ruolo della casualità (cfr. CIT02).
Il rapporto fra innovazione, distruzione creatrice e congiunture critiche.: il centro dello sviluppo o del declino. Tanto da riflettere sul punto.
Le non cause del sottosviuppo: geografica, cultura ed ignoranza
Il difetto è la scarsa specificità delle definizioni. A pag. 88 definiscono le istituzioni estrattive come istituzioni che “”vengono usate da determinati gruppi sociali per appropriarsi del reddito e della ricchezza prodotti da altri”. Bisognerebbe definire gruppi sociali, reddito, ricchezza. Sono forse intuitivi ma … .
A pag. 92 si definiscono i sistemi istituzionali così: “i sistemi istituzionali sufficientemente centralizzati e al contempo pluralisti”. Di nuovo: cosa vuol dire centralizzati? cosa vuol dire pluralisti?
In sostanza il ragionamento è: lo sviluppo economico è determinato da istituzioni politiche inclusive, che pareggiano la possibilità di tutti, e che agevolano quello che loro definiscono l’azione di distruzione creatrice del progresso tecnologico. Gli esempi di blocco dello sviluppo tecnologico, dovuti alla volontà di difendere posizioni di potere, attraversano tutto il libro, in tutte le epoche, dagli antichi romani (p. 183) al medioevo e all’età moderna.
Delle due condizioni che pongono per la nascita di istituzioni inclusive (p. 200) una, il pluralismo, mi è chiara, la seconda, l’accentramento meno. Forse con accentramento intendono la sovranità della legge, il suo essere effettivamente uguale per tutti ed essere rispettata
Un tipico esempio della difficoltà che incontrano nel tentare una sistematizzazione teorica la si ritrova alle pp. 373-374 dove il tentativo di identificare i tra fattori alla base dello sviluppo di istituzioni inclusive in Gran Bretagna e Francia, di fatto descrivono semplicemente tre accadimenti storici, senza tentare una estrapolazione teorica. Con ogni probabilità il loro rifiuto alla teorizzazione non è dovuto ad incapacità, ma ad una precisa ispirazione metodologica o, più ampiamente, filosofica e culturale: mi pare evidente che se dò molto peso al fattore casuale nell’analisi degli accadimenti storici e non a quello causale, non sono interessato a creare grandi sistemi filosofici esplicativi e predittivi, ma semplicemente a descrivere l’accaduto. Ma il descrivere basta? A me viene istintivo tentare di ricavare insegnamento e precetti operativi per l’oggi dallo studio e dall’analisi dell’ieri.

INDICE

Prefazione
Perché gli egiziani hanno riempito piazza Tahrir per rovesciare Mubarak e che cosa significa per la comprensione delle cause di prosperità e povertà
1. Così vicine, eppure così lontane
Nogales, Arizona, e Nogales, Sonora, hanno la stessa gente, cultura e geografia: perché una è ricca e l’altra povera?
2. Teorie che non funzionano
I paesi poveri sono tali a causa della loro geografia o cultura, o perché i loro leader non sanno quali politiche arricchirebbero i cittadini
3. La costruzione di prosperità e povertà
Come prosperità economica e povertà sono determinate dagli incentivi creati dalle istituzioni e come la politica determina le istituzioni di una nazione
4. Piccole diffferenze e congiunture critiche: il peso della storia
Come le istituzioni cambiano con il conflitto politico e come il passato plasma il presente
5. “Ho visto il futuro e so come funziona”: la crescita economica sotto regimi estrattivi
Ciò che Stalin, il re Skyaam, la rivoluzione neolitica e le città-stato maya hanno in comune, e come questo spiega perché l’attuale crescita economica cinese non può durare
6. Sentieri divergenti
Come le istituzioni si evolvono nel tempo, spesso differenziandosi a poco a poco
7. Il punto di svolta
Come le riforme politiche del 1788 cambiarono le istituzioni in Inghilterra, portando alla rivoluzione industriale
8. Non a casa nostra. Le frontiere allo sviluppo
Perché in molte nazioni i potentati politici si opposero alla rivoluzione industriale
9. L’arresto dello sviluppo
Come il colonialismo europeo impoverì vaste aree del mondo
10. La diffusione della prosperità
Come alcuni regioni del mondo imboccarono sentieri verso la prosperità diversi da quello della Gran Bretagna
11. Il circolo virtuoso
Come le istituzioni che incoraggiano la prosperità creano circoli virtuosi che le mettono al riparo dalle elite che le minacciano
12. Il circolo vizioso
Come le istituzioni che creano la povertà generano circoli viziosi che consentono loro di durare
13. Perché le nazioni falliscono oggi
Istituzioni, istituzioni, istituzioni
14. Infrangere le barriere
Come diversi paesi hanno cambiato traiettoria economica cambiano istituzioni
15. Comprendere prosperità e povertà
Come il mondo avrebbe potuto essere diverso, e come la comprensione di ciò che spiega perché gran parte dei tentativi di combattere la povertà sono falliti

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