Nella stanza del sindaco – Albertini G.

Forse è eccessivo mettere i libri dell’ex-sindaco di Milano, Gabriele Albertini nel gruppo storia, ma visto che non ho politica proseguo.

Mantiene quello che prometta: uno storia leggera per una esperienza che penso sia stata più pesante di quello che appare. Comunque manca del tutto uno sforzo di sintesi, che vada al di là della polemica spicciola e riesca a dare il seonso di che cosa si sia voluto fare in nove anni di governo della più importante città di Italia.
Due i capitoli più interessanti: il 7′ “I guardiani delle porte” con uno stucchevole e secondo me prevenuto attacco ai giornalisti, dipinti come pregiudizialmente contrari al centro-destra, ed a lui nel momento in cui rifiuta i consigli della lista civica.per il secondo mandato, e l’8 “porfessionisti e dilettanti” dove si esibisce in un attacco, secondo me gratuito e fuori luogo, ai politici di professioni, visti come congenitamente inclini al compromesso deteriore. Ad essi si contrappongono i politici “dilettanti” come Berlusconi e lui che, arrivando dalla imprenditoria, sono per loro natura dediti al fare, e pronti a tutto per ottenere ciò che vogliono. Più e più volta Albertini accenna all’uso fatto dell’arma delle dimissioni per costringere una giunta ed un consiglio comunale riluttanti a seguire le sue indicazioni.
Una descrizione della politica in cui non mi trovo, né nella critica ai politicidi professione, non tutti e non solo dediti al compromesso per il compromesso e pronti ad ogni inciucio, come vengono descritti, né nelle ledi ai politici “dilettanti” la cui capacità di fare non mi sembra abbia brillato particolarmente, soprattutto in Berlusconi.
Incredibile poi il continuo elogio a Berlusconi, anche nell’accenno alle sue “bugie” che per Albertini non sono mai bugie, perché Berlusconi non mente mai. Sarà, lui lo conosce sicuramente meglio, ma a ,me sembra molto diverso.
Buoni spunti di riflessione li offre anche il capitolo 9, sui Poteri forti soprattutto perché, al di là del titolo, non si limita alle polemiche consuete del centro-destra contro i non meglio precisati poteri forti, ma perché li indentifica dove non ce li aspetteremmo: in tutti i gruppi sociali che sono dotati di forti poteri di ricatto sulla collettività: le maestre d”asilo, i vigili urbani, i tassisti …

INDICE

7                      Premessa
11            1.     Berlusconi, la poliotica ed io
33           2.    Il mio amico Indro
49           3.    La città interrogata
56           4.    La Lega ed io
63           5.    Fra Indro e Silvio
73          6.    Da Martini a Giuliani
87          7.   “I guardiani delle porte”
107       8.    Professionisti e dilettanti
119        9.   Poteri forti
136     10.   Io cartaro? No grazie
143     11.   La rivoluzione burocratica
154     12.  Aem, Sea, Scala …
162     13.  Un antipatico in mutande
167     14.  Il paradigma Fastweb
176     15.  Fra Berlusconi e Borrelli

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