Sindaco senza frontiere – Albertini G.

Molto peggio del primo. Leggero, discorsivo anedottico, senza spessore. Tanti fatti, o per meglio dire fatterelli di cronaca spicciola degli incontri di un sindaco di una grande città nel mondo interconnesso del XXI secolo, ma poche idee, o almeno idee che ti facciano riflettere. Eppure gli spunti, con tanti personaggi, non dovrebbero essere mancati.

Unica idea che mi p rimasta impressa è quella della guerra civile, questa espressione per definire il conflitto che ha insanguinato l’Italia dal 1943 al 1945  e che faccio molta fatica a digerire. Ma Albertini ne è stato uno dei più strenui assertori, ma non tanto con le parole, ma con il suo recarsi, ogni 25 aprile, al campo che al Cimitero Maggiore racchiude i resti dei caduti della Repubblica di Salò. Certo, ci vuole rispeto per i morti, per tutti i morti, ma non posso non pensare che per nostra fortuna quei morti hanno perso: se avessero vinto oggi non si dicuterebbe certo se quei due anni siano stati una guerra di liberazione od una guerra civile. E proprio perché se ne può discutere, rimango fermamente convito che si sia trattato di una guerra di liberazione

INDICE

Cap. I – Ove si narra di singolare tenzona fra giganti, dei consiglio degli gnomi e di un martello alla Casa Bianca

Cap. II – Ove si narra del maestro americano, della sua finestra rotta, di altri amici europei e della grandeur dei cugini d’Oltralpe

Cap. III – Ove si narra di curiose nemesi fra gli eredi delle rivoluzini e quelli delle “fabbrichette”

Cap. IV – Ove si disquisice se gli eredi di Giulio Cesare risiedano ancora a Londra

Cap. V – Ove si narra di numerosi incontri con le sentinelle della sicurezza mondiale

Cap. VI – Ove si narra di come talvolta vagando nel deserto ci si possa imbattere in qulache pilastro di grandezza

Cap. VII – Ove si narra della Città Eterna, della Terrasanta e dei maestri di fede che vi abitano

Cap. VIII – Ove si narra di fanti, cavalieri alati e marinai e della memoria perduta di antiche battaglie

Cap. IX – Ove si narra di grandi architetti, nuovi alchimisti della città e di possibili condomini perfetti

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