La riforma della pubblica amministrazione

28 mag 2016

Intervento, “La nuova trasparenza targata Madia. La timida mimesi del “freedom of information act“, su nfA sul primo decreto della Riforma Madia. Senza rinvii. Poco utile

17 ott 2015

Breve corsivo sul Corriere di oggi di Isidoro Trovato sulla riforma Madia e sulla sua incapacità di ridurre i costi, ed i poteri, degli alti dirigenti pubblici.
Qualche numero rapido: i dirigenti italiani guadagnano 12,6 volte lo stipendio medio pro capite. In Francia il rapporto si ferma a 6,44′ nel Regno Unito a 8,48, in Germania a 4,97. Cita anche il progetto Coordinating for cohesion in the Public Sector of the future (finanziato dalla CEE e durato, mi pare di capire, tre anni dal 201 al 2014) da cui emerge un grosso scetticismo della alta dirigenza sulle riforme in corso.

15 set 2015

A futura memoria. Analisi critica di Giuseppe Farina per Nens sulla riforme della dirigenza della PA emanata dal governo Renzi

12 lug 2015

Anche Renzi ci prova. A riformare la PB. Auguri. Il bello è che sembrano crederci anche gli ultra.liberisti vicini a Giannino. La legge di riforma è stata approvata dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera e passerà in aula.
Qui Giacomo Lev Mannheimer elogia un emendamento presentato da Scelta Civica per un check-up completo delle attività della PA. Auguri.
E poi dove diavolo è la proposta di riforma della associazione “Giardino dei semplici”? Io trovo solo dei gran mangioni ed una intervista su di una proposta Lamanda.

1 giu 2013

Ogni tanto ne scopri delle belle, e capisci perchè la spesa pubblica non cala e chi sia la classe dominante in Italia. Qui, da una lettera aperta al nuovo Ragioniere Generale dello Stato, si viene a sapere che semplicemente razionalizzando la gestione della Ragioneria Generale dello Stato ed i vari centri di calcolo si risparmia. Ne abbiamo quattro, che fanno le stesse cose e che non sono capaci di dirci quanti debiti lo Stato ha con i suoi fornitori. Basterà il fatto che l’uomo nuovo viene dalla Banca d’Italia per cambiare qualce cosa? Io sono pronto a scommettere di no.

26 mag 2012

Un nuovo punto sull’eterna riforma: i governi cambiano, i ecnici succedono ai politici, si parla e nulla accade.

15 nov 2011

De profundis anche per l’epocale ministro Brunetta. Tanto rumore per nulla. Qualche dato, a questo punto finale, sulla sua opera di ministro.

12 feb 2011

Mi pare di capire che la riforma della pubblica amministrazione tanto pubblicizzata dal ministro Brunetta, ed anch’essa epocale come tutto ciò che fa (o non fa?) il governo Berlusconi, stia naufragando nel nulla.

Dopo l’intesa siglata fra il ministro e i sindacati il 4 febbraio, dalle colonne del Corriere della Sera del 7 febbraio ha aperto le ostilità Ichino, (“La resa incondizionata di Brunetta) con pronta replica del ministro il giorno dopo (“Non è vero che mi sono arreso“).
Parecchi gli interventi in rete sul tema, e tutti, direi, a senso unico:

20 giu 2010

Le proposte di Tremonti sulla semplificazione amministrativa e la realtà di una pubblica amministrazione che non riesce neppure a ricordarsi di quello che si era impegnata a fare sul tema.Nel 2006 si era adottato un programma di Misurazione e Riduzione degli Oneri Amministrativi, una iniziativa a suo tempo giudicata estremamente promettente, ma dopo il primo anno si è tutto progressivamente fermato, e Tromonti e Caldiroli probabilmente non sanno neppure della sua esistenza. L’importate è proclamare riforme epocali, non il lavoro quotidiano.

4 apr 2010

C’è parecchia bibilografia in questo articolo del di Antonella Tabarrini “La riforma della pubblica amministrazione e del lavoro pubblico in Italia” pubblicato sul sito del Ministero del Tesoro. L’obiettivo è quello di fornire una sintetica esposizione delle varie novità normative introdotte ultimamente per la riforma della Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento alla disciplina del rapporto di pubblico impiego. L’articolo assomiglia di più ad un riassunto della normativa che ad un approfondimento teorico e della nostra normativa ha tutta la pesantezza. Scarsissima l’analisi, e i riferimenti critici, comprensibilmente, preferisce lasciarli agli autori citati in nota. Molto significativa l’affermazione che “non si può controlare ciò che non si misura e ciò che non si misura non si gestise e non si migliora“.
Non mi sembra che l’analisi sulla produttività del lavoro pubblico sia migliorata molto da quando, trent’anni fa, la studiavo io sotto la guida di Osvaldo Scarpat. A volte mi dico che avevo scelto il settore giusto e che è stato un vero peccato che abbia seguito altre strade.

27 feb 2010

La riforma della pubblica amministrazione non può che andare di pari passo con una semplificazione legislativa che renda comprensibile e coerente tutto l’apparato legislativo che ne regola il funzionamento interno ed i rapporti esterni con le altre amministrazioni, le imprese ed i cittadini. Sul tema e sulla politica nel settore del governo Berlusconi, tanto per non contraddirsi erratica e caotica, una riflessione da nelMerito.com “Lo strabismo del semplificatore da cui scopra anche l’esistenza di un osservatorio sull’ Analisi dell’Impatto della Regolazione, Osservatorio AIR, il cui sito è questo.

24 set 2009

Dati e polemiche sull’assenteismo nella pubblica amministrazione e l’azione, soprattutto mediatica si direbbe, del ministro Brunetta. nFA polemizza con tutti, ma lo fa con dati e rinvii utili come piace a me e come ogni tanto anche i redattori di nfA si dimenticano di fare, e soprattutto con laVoce.info. Aspetto la risposta di quelli della Voce.

25 ago 2009

E’ un peccato che quelli da Lavoce.info non mettano mai rinvii nei loro articoli. Questo “Manger pubblico sfiduciato” analizza l’azione di riforma di Brunetta da un punto di vista molto interessante. Se non ho capito male, nel tentativo di rilanciare l’efficenza della PA, vincola il comportamento dei manager pubblici molto più strettamente di quanto avvenisse prima. Ma una paginetta è troppo poco per capire bene, la si legge in fretta, senza tr4oppo meditare e poi sipassa ad altro. E’ il difetto di Internet.

03 lug 2009

Mi ero dimenticato di collegare questa dura critica, “Il dietrofront di Brunetta. LE RESISTENZE POLITICHE E DELL’APPARATO HANNO AVUTO LA MEGLIO. IL DECRETO E’ STATO RISCRITTO; L’AUTORITA’ INDIPENDENTE E’ SCOMPARSA, SOSTITUITA DA UNA GRIGIA “COMMISSIONE MINISTERIALE”, LA QUALE DEVE OPERARE “IN COLLABORAZIONE CON LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO”. LA QUALE E’, PERALTRO, ESENTATA (CHI LO SA PERCHE’) DA TRASPARENZA E VALUTAZIONE”  di Ichino sul Corriere della Sera del 18 giugno us agli esisti concreti del decreto Brunetta. All’articolo ha fatto seguito una risposta, secondo me insultante  e proprio per questo priva di argomenti ma del tutto in linea al carattere del soggetto, del ministro sul Corriere del giorno dopo.

05 giu 2009

Credo che per questo articolo, “Gli incentivi al contrario di Brunetta sul nelMerito.com farò due links, uno qui, perchè parla della riforma della pubblica amministrazione avviata da Brunetta, con particolare riferimento alle possibilità di incentivazione del lavoro pubblico, visto con gli occhi di un economista, e l’altro fra i posts perchè l’analisi che sto portando avanti sul bilancio dello stato mi ha messo sotto gli occhi l’enormità anche percentuale della spesa per stipendi e quindi mi ha suggerito l’ovvia osservazione che solo una maggiore produttività del lavoro pubblico può risolvere i problemi del bilancio statale. Peccato che citi due lavori senza linkarli. Questi i nomi degli autori Armen Albert Archian, e Harold Demsetz ,  due economisti americani della scuola di Chicago,  e Bengt Hollstrom, economista al MIT. Solo di quest’ultimo ho trovato in fretta qualche cosa che potrebbe avere a che fare con la PA. Altro articolo sul tema, meno interessante “La riforma della dirigenza pubblica nella proposta del ministro Brunetta: luci ed ombre“. Ha il difetto di tutti gli articoli su Internet: troppo veloci e superficiali. E senza rinvii.

23 mag 2009

La dirigenza pubblica ed il suo ruolo nel quadro delle ipotesi di riforma della pa sono l’argomento di questo articolo “Dirigente pubblico in cerca di ruolo” su Lavoce.info. Purtroppo, come troppe cose su Internet, il tema viene solo sfiorato e non ci sono rinvii di alcun genere. La tesi comunque è chiara: non si presta particolare attenzione al ruolo della dirigenza, al cui interno vanno distinte due categorie quelli di nomina politica, che rappresentano quella che l’articolista definisce l’area della fiduciarietà e quelli di carriera, la dirigenza istituzionale. Ma anche nell’articolo mi pare manchino proposte concreto o comunque comprensibili per un nona ddetto ai lavori come me.

9 mag 2009

Suscita una montagna di polemiche la pubblicazione dello schema di decreto legislativo che dà attuazione alla delega contenuta nella legge n.15 del 2009, vedi sotto,  in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Questo è l’articolo di oggi sul Sole 24ore, e questa una lettera scandalizzata di una operatrice pubblica a Ichino, con una pacata risposta, pubblicata ieri. Ma non sono riuscito a trovare il testo. Sul sito del ministero, oltre alla legge delega collegata qui sotto ci sono la presentazione della audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato del Ministro Brunetta del 29 aprile, con rinvii interessanti alla consultazione telematica fatta sulla base di questionari cui hanno risposto 527 persone su 2887 contattate, con un documenti di sintesi,  ed una analisi dei contenuti del decreto di delega (un pdf). Vediamo se esce fra qualche giorno

Commento sensato e documentato, con i rinvii che ci vogliono, alla legge delega di cui sotto, sulla riforma della pubblica amministrazione su nFA. La legge è entrata in vigore il 5 marzo us, il che vuol dire che i decreti delegati debbono essere approvati entro il 5 dicembre.

Dal commento sembra di capire che si tratta di aria fritta, altre parole al vento. Breve sintesi mia dell’articolo.

Quattro i principi cardine della legge (sempre meglio dei 47 del federalismo)

Convergenza degli “assetti regolativi” del pubblico impiego a quelli dell’impiego privato.
Meritocrazia nella remunerazione e negli avanzamenti di carriera dei dipendenti pubblici.
Valutazione dei dipendenti e delle amministrazioni.
Pubblicità e trasparenza degli indicatori e delle valutazioni.

L’articolista argomenta che tutto si base sulla valutazione e osserva come i meccanismi  della valutazione siano una commissione di cinque esperti con l’aiuto del CNEL. La legge trascura la Corte dei Conti, e per forza, dico io, sono magistrati e quindi non vanno bene.

Appuntamento a dicembre per vedere se Brunetta riesca a passare dalle parole, mi sembrano a vanvera, ai fatti.

1 mar 2009

Brunetta è sicuramente uno dei ministri più visibili del governo Berlusconi, ed anche più attivi. E se ne vanta, anche se la affermazione che “si tratta del primo disegno di legge approvato dal Parlamento dall’inizio della legislatura” a quasi un anno dalla entrata in carica non mi sembra deporre bene a favore della efficienza della azione governativa

Questa è la presentazione sul sito del ministero del DDL approvato il 25 febbraio. Chissà perché non c’è il rinvio al testo della legge.

Le responsabilità del fallimento della riforma Brunetta

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