La spesa pubblica in Italia

Rinvii a notizie ed analisi sullo stato della spesa pubblica in Italia

La pagina “La politica della spesa pubblica“, rinvia a dati e commenti di attualità, da varie fonti, sulla azione del governo in merito alla spesa pubblica

La pagina “I documenti sulla spesa pubblica in Italia” mi serve per radunare, a poco a poco, i vari documenti che scandiscono lungo l’arco dell’anno, la politica economica e di bilancio del governo italiano

3 nov 2012

Ho stampato e adesso vado a casa a leggere questo documento di Giarda del maggio scorso, che da quel poco che ho intravisto, mette in fila dati che fanno paura. Vediamo e poi commentiamo

3 nov 2012

Per la verifica della mia ipotesi che pensioni e stipendi pubblici sono le basi della attuale classe egemone in Italia, di cui il PD, almeno quello di Bersani, ed i sindacati sono il braccio operativo, non sono da perdere i numerosi rinvii che Piero Monsurrò allega al suo paper su “La spesa pubblica in Italia ed in Europa“, che, per la verità, non è particolarmente entusiasmante, ma didascalico e descrittivoIn particolare mi interessa il paper di Raffaella Giordano ed altri, pubblicato dalla BCE, “THE PUBLIC SECTOR PAY GAP IN A SELECTION OF EURO AREA COUNTRIES

25 lug 2012

I comuni piangono miseria e protestano contro la spending review. Peccato che Carlo Stagnaro non citi la fonte, ma i suoi grafici meritano il copia e incolla

Spesa locale in valori assoluti

Spesa locale pro capite

Non c’è bisogno di commenti. E non va dimenticato che, per la stragrande percentuale, si tratta di spesa derivata, a cui cioè non corrisponde una diretta tassazione dell’ente che spende: lo stato tassa e incassa, e poi trasferische agli enti locali. Che spendono senza dare l’impressione di essere i responsabili dell’imposta a cui attingono. Una vera pacchia e la strada più diretta alla irresponsabilità.

03 mag 2012

A proposito delle tante parole spese sui tagli alla spesa pubblica ed alle ultime misure di Monti, non si dimentichi questa osservazione di Bordignon su Lavoce.info “Nella percezione dell’opinione pubblica, tagliare la spesa è facile; da qualche parte nel bilancio pubblico ci sono enormi sprechi che sono facilmente eliminabili con un tratto di penna. Non ci sono. L’anomalia italiana è rappresentata da un eccesso di spesa per pensioni (232 miliardi) e interessi (70 miliardi), che assieme costituiscono il 43 per cento dell’intera spesa corrente. Tolti questi, in rapporto al Pil, in realtà spendiamo meno di quasi tutti i paesi dell’Ocse per i servizi pubblici fondamentali: sanità, istruzione, giustizia, ordine pubblico, difesa. La spesa in conto capitale, poco più di 50 miliardi, è al minimo storico. Anche il numero di impiegati pubblici sul totale della popolazione lavorativa è inferiore alla media dei paesi Ocse (14,3% contro 14,6%). Il problema vero è che si spende male, non che si spende troppo. ”
Io rimango dell’idea che la chiave di tutto sta negli interessi. Anche se razionalizzare si deve. Ma sapendo che non è nè facile nè di impatto immediato.

23 lug 2011

Serie di rinvii al problema della spesa pubblica da nFA.

  1. Rapporto Giarda (che a me non è mai sembrato un genio)
  2. Pareggio di bilancio, il coraggio di agire subito” di Perotti e Zingales
  3. La proposta dell’IDV in quattro punti: a) costi della politica; b) gli sprechi della pubblica amministrazione; c) le misure fiscali; d) la riduzione del debito pubblico; e) liberalizzazioni
  4. Baldassarri

Di mio ci metto questo da nelMerito come mi sembra molto meglio di tutti gli altri messi insieme

18 mag 2010

Sulla spesa sanitaria da nFA “La sanità come non l’avete mai vista prima: il caso Campania

4 mag 2009

Molto semplice e molto chiaro da nFA “Sostenibilità fiscale” sulla prevedibile evoluzione del nostro debito pubblico. Non capisco bene il senso del titolo: molto più chiaro, dopo aver letto l’articolo, il senso del sottotitolo “Vedo una luce in fondo al tunnel“: è in arrivo una locomotiva che ci schiaccerà.

Impressiona soprattutto la constatazione che il nostro debito pubblico crescerà, e non si vede come possa rientrare (cfr. quarto il grafico “Impatto della crisi a breve termine“), senza alcun intervento sulla spesa pubblica in senso espansivo e anticiclico come hanno fatto gli altri governi: ma dove vanno a finire i soldi della spesa pubblica?

29 apr 2009

Foglio elettronico trovato su nens.it su “La formazione dell’indebitamento netto“, di cui non ho capito bene la genesi, ma che contiene serie storiche molto lunghe, a partire anche dal 1980, sulla spesa pubblica. Me lo sono scaricato ma, proprio perchè ha tanti anni, è di difficile lettura. Ma penso che mi convenga approfondirlo

22 aprile 2009 – Dati Istat sul debito pubblico

Oggi l’Istat ha pubblicato la “Notifica dell’indebitamento netto e del debito delle amministrazioni pubbliche secondo il trattato di Maastricht” da cui si evince il capovolgimento del trend di spesa pubblica avviato da Prodi, con la nuova fiscesa del saldo primario e la crescita del disavanzo. Contemporaneamente il Fondo Monetario Internazionale prevede per il nostro debito pubblico il raggiungimento del traguardo del 120% del PIL nel 2010.

20 febbraio 2009 – Audizione sulla finanza derivata

Il 18 febbraio 2009 ha avuto luogo l’audizione dei rappresentanti della Corte dei conti nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sull’utilizzo e la diffusione degli strumenti di finanza derivata e delle cartolarizzazioni nelle pubbliche amministrazioni, dinnanzi alla 6. Commissione Bilancio e Tesoro del Senato della Repubblica. Nell’ambito delle operazioni di gestione del debito, in generale, e della ristrutturazione dell’indebitamento, in particolare, gli enti territoriali, hanno fatto ampio ricorso, negli ultimi anni, a strumenti finanziari derivati. La magistratura contabile ha illustrato la natura di tali operazioni, offrendo il dato quantitativo relativo alle dimensioni del fenomeno e segnalando le principali criticità riscontrate. La Corte, quindi, in relazione alle cartolarizzazioni ha confermato “la caratteristica di opacità che in genere presentano le operazioni di cartolarizzazione già emersa dall’esperienza di altri paesi e concordemente segnalata dalla dottrina” e la fondatezza dei possibili rischi (fra i quali: l’attenzione al solo risultato finanziario di cassa, la svendita degli attivi di più agevole smobilizzo, piuttosto che di quelli meno produttivi e la possibilità di peggioramento del rating del debito pubblico ordinario).

Link al testo dell’Audizione (mll)

17 febbraio 2009

Conti pubblici. La recessione peggiora i saldi. Ma la crescita dell’evasione  pesa per oltre 7 miliardi, da Nens

5 febbraio 2009

Prefetture e pubblica sicurezza: risparmiare si può
Da Lavoce.Info un articolo sulla spesa del ministero dell’Interno. Il problema dei debiti crescenti, non evidenziati a bilancio, e delle dimensioni ottimali anche per le strutture pubblice

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