La situazione economica in Italia – 2009

28 dic 2009

Commento di Mario Seminero agli ultimi dati Istat sulla disoccupazione. Sostanzialmente, non cresce solo la disoccupazione, ma anche il tasso di inattività. E poi molta cassa integrazione nasconde alta disoccupazione. Ma va tutto bene, dice il governo. E non fa niente.

03 dic 2009

Tito Boeri e l’ultima finanziaria. Confermato l’immobilismo di Tremonti e, neppure tanto sotto sotto, il continuo logorio di una spesa pubblica che nessuno riesce a fermare e che scalza la fondamenta dello Stato e della società.
Basti questa tabellina per tutto. E’ la sintesi del nostro bilancio

2008 2009
Spese primaria 694.032 728.539 34.507 4,97%
Spese per interessi 80.891 74.013 -6.878 -8,50%
Spese complessiva 774.923 802.552 27.629 3,57%
Entrate tributarie 457.424 444.064 -13.360 -2,92%
Entrate per contributi sociali 214.718 213.910 -808 -0,38%
Entrate altre 59.802 63.633 3.831 6,41%
Entrate complessive 731.944 721.607 -10.337 -1,41%
Saldo primario 37.912 -6.932 -44.844 -118,28%
Saldo complessivo -42.079 -80.945 -38.866 92,36%

28 nov 2009

Sono utili questi esercizi intellettuali dove si trova di tutto e di più? E’ la riflessione che mi è venuta scorrendo rapidamente questo post di Lavoce.info “Idee per uscire dalla crisi” cui sono allegati 10 rinvii ad altrettanti temi specifici e che è introdotto da questa sintetica presentazione “Se l’Italia uscisse dalla crisi crescendo come prima della recessione, ci vorrebbero 15 anni solo per tornare ai livelli di benessere precedenti la crisi. E’ una prospettiva tutt’altro che allettante. Eppure il dibattito pubblico tratta di tutto tranne che di scelte strategiche in grado di far ripartire il paese a tassi più sostenuti. Ecco una serie di proposte formulate dai redattori de lavoce.info. Idee per ridare slancio al sistema Italia. Ricette più o meno ambiziose, quasi tutte a costo zero. Da domani, ogni giorno una nuova idea. Ai lettori giudicarne la validità. Ai politici prenderle in considerazione“.
Ed altre idee arrivano dai commenti. Ma servono o sono sole simpatiche elucubrazione con cui qualcuno si salva l’anima? Certo, se avessi tempo, sarebbe interessante farne una analisi sistemaqtica, per ricavarne uno spaccato di quali sono i temi maggiormente ricorrenti e valutarne la possibilità di applicazione,

21 nov 2009

Mi piacciono queste discussioni sulle lettere dell’andamento dell’economia “LO SCENARIO NEI PROSSIMI MESI: U, V O W?“, in un articolo dove si riprende, per la verità mi sembra con molto ritardo, uno di Roubini  dell’agosto scorso “Aumentano i rischi di una ricaduta dopo la ripresa“. Io rimango scettico, perchè non riesco a capire da dove possa venire la domanda in grado di rilanciare l’economia, visto che quella privata degli americani, finanziata a debito, non tornerà e sostituirla con una nuova basata su nuovo reddito dovuto ad aumento della produttività non mi sembra facile. Riamne vero che in Italia la leggera ripresa forse ci sarà: i nostrii consumi interni tengono e basta una piccola ripresa dell’esportazioni per sipngere leggermente al rialzo gli indici. Ma su di noi pesa il debito pubblico.

24 ott 2009

E se invece la crisi reale dovesse ancora arrivare? Se le imprese sono senza ordini, come dice il presidente della piccola industria di Confindustria, Giuseppe Morandini, il problema non sono le tasse sulle imprese, a cominciare dall’Irap tanto discussa in questi giorni, che per l’impresa sono un costo, ma la domanda: se nessuno vuole ciò che si produce, cosa importa quanto costa produrre? Purtroppo per noi i nostri problemi arrivano da lontano ed hanno soluzioni lunghe e dolorose, e l’impressione è che nessuno, nè governo nè opposizione, se ne renda, o se ne voglia rendere, conto.

16 ott 2009

Primi segni di miglioramento dalla produzione industriale nel 3′ trimestre. Che le Cassandre avessero torto? Ma quel che mi rode è il debito pubblico.

24 set 2009

Sintetica ed esauriente lettura degli ultimi dati Istat sulla occupazione in Italia nel 2′ semestre del 2009. Un poco polemica.

17 set 2009

Per aiutare a districarsi fra i tanti dati di consuntivi e previsioni sull’andamento dell’economia, italiana e mondiale, utile questo post da Lavoce.info “Come leggere i dati sulla congiuntura“. Interessante soprattutto la spiegazione del superindice dell’OCSE, in termini tecnici il Cli, Composite Leading Indicator, di cui un pdf allegato elenca la composizione paese per paese. Il succo è che l’Italia è fra quelli che va peggio nei consuntivi ma meglio nelle previsioni. Staremo a vedere quando le previsioni diverranno consuntibi. Io sono pessimista.

07 set 2009

Sempre di Antonio Misani una sintetica e mi sembra sostanzialmente oggettiva analisi della crisi e della posizione in cui si trova l’Italia, “L’eredità della crisi“. La crisi economica attuale non fa che rendere evidenti le magagne del nostro sistema economico e sociale, e l’immobilismo di Tremonti è in realtà l’immobilismo di tutto il paese, da decenni ingessato e drogato dalla spesa pubblica. Forse nel 2015, o nella peggiore delle ipotesi, nel 2018 torneremo al livello di ricchezza procapite del 1999.

03 set 2009

Buono il titolo “Ma noi ne usciremo meglio di altri” per una  delle tante analisi sull’andamento dell’economia che conferma il miglioramente generale, ma non per l’Italia. Se non altro questa analisi si basa su fonti nuove, almeno per me.

15 lug 2009

Prima di affrontare il problema del Dpef presentato oggi dalla ineffabile coppia Berlusconi e Tremonti, questo piccolo antipasto da nFA “Euro-Lira: uno stato, due monete” sulla evoluzione del nostre debito pubblico e le vie di uscita. Non capisco bene perché ci si debba esercitare  in fantasiose ipotesi tipo quella della doppia valuta e via seguitando. Sarò brutale ma quel che seguirà allo sfascio che l’ineffabile coppia lascerà del nostro bilancio pubblico sarà un governo di centro-sinistra che, come fecero a suo tempo prima Amato e poi Prodi ci costringeranno brutalmene a tirare la cinghia, per farsi odiare dal paese e riconsegnarlo alla destra perché lo sfasci di nuovo. O forse no, perchè forse gli italiani si saranno a quel punto stufati di Berlusconi e forse anche a destra riusciranno ad avere una classe dirigente anche solo mediamente intelligente (Fini)

A proposito spero non vi siate persi il Berlusca che sorridendo diceva di aver raggiunto tutti gli obiettivi che si era proposto, compreso probabilmente quello di ridurre lil nostro PIL del 5,2% in un anno, o Tremonti che, con una educazione veramente cristallina, rispondeva soave ad una domanda, neppure troppo cattiva di un giornalista americano a proposito della contraddizione fra lo scudo fiscale e la, rimangiata a distanza di un anno, affermazione di non voler ricorrere a nuovi condoni: “mandi una mail alla Casa Bianca”. Un vero signore.

27 giu 2009

Prima o poi troverò il tempo e la voglia per tirare le fila dell’andamento della crisi, e del ruolo che in esso giocano consumi e debiti, e quello che nella mia testa sta diventando il paradosso dell’altra faccia della medaglia. In attesa, altro rinvio che potrà tornare utile. “Come e perché in Italia anche la crisi è un’anomalia“: economie trainate dall’esportazione o dai consumi interni, stimoli pubblici basati sul debito pubblico o la riduzione dei costi. “Da qui i dati sempre più negativi sulla contrazione del Pil italiano, che è ormai tra le più serie dell’Area Euro. Ecco perché le professioni di ottimismo da parte del governo sono fuori luogo e (soprattutto) pericolose: l’Italia è sprovvista di motori di crescita, perché bloccata dalla stagnazione dell’attività sul versante dell’export, mentre ha una domanda interna in stato comatoso.  ….  Ma ciò non toglie che il governo non sta facendo assolutamente nulla dal versante delle liberalizzazioni, che sono la chiave di volta per innescare un aumento strutturale della crescita, potenziale ed effettiva  …. Un paese che mira solo a congelare lo status quo è condannato al declino, ed a raggiungere rapidamente condizioni di crisi sociale profonda. Per questo motivo le tattiche dilatorie mirate ad attendere che la il mondo riparta e ci porti con sé sono garanzia di un aggravamento della nostra crisi di struttura.”

25 giu 2009

Pdf  “Andamento e prospettive della finanza pubblica italiana” da nens.it abbastanza corposo (32 pagine) e con numeri interessanti. Copio e incollo le parti più interessanti

Sommario
Premessa e sintesi                       pag. 3
– Nonostante la palese presa d’atto delle dinamiche recessive in corso, le stime del Governo conservano la tendenza a edulcorare la negatività dei dati;
– Le misure correttive adottate in funzione anticiclica, contenute entro limiti estremamente esigui giustificati dalla preoccupazione per i vincoli di bilancio e di debito, non hanno avuto efficacia nel contrasto alla crisi ma non hanno neppure permesso di arginare la deriva fortemente negativa della finanza pubblica;- quello del sostegno sociale, sono state in gran parte reperite sottraendole ad altre destinazioni con rilevante aggravamento delle sofferenze per i settori così deprivati (Mezzogiorno); – La forte ripresa dell’evasione fiscale – negata, ad onta di ogni evidenza, dal governo – ha contribuito in maniera rilevante al peggioramento dei conti insieme con un forte e ingiustificato incremento della spesa;
– Per il 2010 – anno in cui,  secondo le assicurazioni del governo, dovrebbe palesarsi la ripresa – è impossibile attendersi una significativa inversione
di tendenza se non interverranno urgenti iniziative di sostegno e di stimolo alla produzione e alla domanda.
– In sostanza l’assenza di una coerente ed energica politica di stimolo inserita nel quadro complessivo dell’azione di governo in materia economica e finanziaria sembra orientata ad un percorso in cui la ripresa viene affidata alla futura ripresa delle altre economie e alla conseguente rivitalizzazione delle esportazioni italiane, mentre la resistenza alle difficoltà attuali delle imprese dovrebbe essere assicurata da una nuova tolleranza verso l’evasione fiscale.
1. Quadro macroeconomico                                                                          pag. 9
2. La finanza pubblica nel 2008     Il peso della crisi e quello dell’evasione  pag. 14
3. Le previsioni per il 2009    Le “verità rivelate” e i dubbi residui                  pag. 18
4. Le previsioni per il biennio 20010 – 2011    Ottimismo o incoscienza?     pag. 24
5. Il debito pubblico nel triennio 2008 – 2010                                                pag. 28
6. Le previsioni di Nens                                                                             pag. 30

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