La situazione economica in Italia – 2011

14 dic 2011

Pubblicati i dati sull’andamento del reddito medio pro capite in Europa.
Quel che mi colpisce di più, oltre la nostra tranquilla discesa verso il centro della classifica (perdiamo un punto all’anno e siamo arrivati a 101, ma è nelle cose: questo vuol dire Monti quando parla di un paese che non cresce) sono le grosse disparità di reddito fra un paese e l’altro. La Bulgaria ha un reddito medio pro capite che è meno della metà di quello medio europeo, quasi 7 volte meno di quello del Lussemburgo che guida la classifica (ma il suo è un dato anomalo) e più di tre volte meno diquello olandese.
Ho l’impressione che siano queste differenze, sommate a quelli sulla bilancia deipagamenti, a spiegare i problemi dell’Europa, oggi così al centro dell’attenzione.
E per questo il gran dibattito che si fa sui bilanci dello Stato si concentri solo su di una parte del problema e, proprio per questo, non riesca a risolvere il problema.

30 nov 2011

Cresce la disoccupazione in Europa e cresce la disoccupazione in Italia. Secondo i dati pubblicati oggi dall’Eurostat rispetto all’ottobre scorso la disoccupazione, nei 17 paese dell’euro è salita dal 10,1% al 10,3% ed è in crescita anche rispetto a settembre (10,2%). Identica la situazione in Italia, 8,5% oggi rispetto a 8,4% lo scorso anno e a 8,3% il mese scorso. Stranamente i dati disaggregati per catgegorie segnano a ottobre un leggero miglioramento per quelle più deboli, le donne e i giovani sotto i 25 anni: rispetto a un anno fa la disoccupazione femminili cala dal 9,7 al 9,4, mentre quelle giovanile a ottobre, pur sensibilmente superiore a quella di un anno fa (29,2% rispetto al 27,4%) è leggermente migliore di quella di settembre (29,4%).
Bei problemi per Monti

16 nov 2011

Credo che per capire meglio cosa stia succedendo, oltre che ai fatti di casa nostra, sia necessario allargare un poco lo sguardo. Istruttivo l’andamento del superindice dell’OCSE. Tutte le maggiori economie del mondo hanno prospettive negative da mesi. Con queste premesse, il nostro sforzo di puntare sulla crescita per ridurre il debito diventa ancora più difficile.

10 nov 2011

Se amate il brivido, ma sopratutto se volete ragionare con la vostra testa, al disopra delle tante, troppe, chiacchiere di queste giornate convulse, guardatevi con calma queste quattro paginette a colori che pubblica il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia, l’ufficio che gestisce il nostro debito pubblico. E’ il bollettino trimestrale sulla situazione del mercato del ns. debito pubblico. Solo qualche suggerimento di lettura.
Ignorate la  prima pagina, i risultati degli ultimi collocamenti. E’ superata: oggi i Bot a un anno sono stati collocati al tasso medio del 6,087% (per avere un paragone un anno fa, lo stesso titolo era stato collocato all 1,778%). Primo brivido.
Ma andate avanti, a pag. 2, la composizione dei titoli di stato. Fermatevi sul grafico della vita residua: il 2011, per la prima volta da dieci anni, vede flettere la curva. Vuol dire che non riusciamo più a spostare lentamente in avanti la scadenza media del nostro debito. Era uno dei pochi meriti che io riconoscevo a Tremonti e svanisce anche questo.
A pagina 3 viene il bello: l’anno prossimo scadono quasi 200 miliardi di titoli da rinnovare, e a questi bisogna aggiungere quelli che dovranno essere emessi per finanziare il deficit, che, per fortuna, dovrebbe essere in diminuzione. E, a chi spera o opera perché il paese vada subito alle elezioni ed affronti quindi almeno 4 o 5 mesi senza guida, faccia la somma dei titoli che debbono essere rinnovati entro marzo, (escludendo ottobre che, ad oggi, è stato evidentemente rifinanziato). Sono 167 miliardi e rotti. Un piccolo calcolo se lo spread rimane oltre quota 500, rispetto ai 150 – 200 punti della scorsa primavera: 167*3 =  5. Più di 5 miliardi di aumento della spesa pubblica su base annua per, vista la vita media del debito, sette anni. Solamente altri 35 miliardi di costi da pagare. E se li fate, forse più correttamente, prendendo per base il maggior costo degli ultimi bot a 1 anno rispetto a quelli dello scorso anno, la prima moltiplica diventa 167*4,2 = 7 che per 7 fa 49.
Possibile che conti che a me paiono banali sfuggano a quasi tutti? Cosa deve ancora succedere perché si capisca che patrimoniale e prestito forzoso non sono trappole o tragedie, ma strumenti benefici per uscire dal marasma in cui ci lascia il duo Berlusconi – Tremonti?

1 nov 2011

Brutte notizie su due fronti. Cresce la disoccupazione, sia in Europa, dal 10,1% di agosto al 10,2% in settembre, che in Italia, 8.3% rispetto all’8% di agosto e all’8,1% del settembre dello scorso anno a settembre. Sempre più preoccupante la situazione dei giovani sotto i 25 anni: per loro il tasso di disoccupazione è arrivato al 29,3% rispetto al 28% di agosto e al 27,7% di un anno fa. E cresce anche l’inflazione, anche se di poco. Quello dell’inflazione è un tema su cui sarà bene tornare. Per il momento vediamo se la BCE di Draghi ridurrà i tassi di interesse: se lo facesse vuol dire che la recessione fa più paura dell’inflazione e ci sarà da riflettere

10 ott 2011

L’Istat pubblica i dati sull’andamento della produzione industriale nel mese di agosto: l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato del 4,3% rispetto a luglio. Nella media del trimestre giugno-agosto l’indice è aumentato dello 0,7% rispetto al trimestre immediatamente precedente.  Sacconi esulta, Phastidio ironizza. La mia idea è che è meglio aspettare a giudicare.

 Dal grafico riportato dal sito dell’Istat il rimbalzo appare notevole, da tutti i punti di vista. Ma agosto è un mese strano, altri segnali non sono certo così positivi. Per questo è meglio vedere cosa ci porterà il dato di settembre. Aspettare un mese non ci rovinerà di certo.

22 set 2011

Breve pausa per vedere che ti succede intorno. Due rinvii: Berlusconi è soddisfatto perché il suo amico Milanese non va in galera, e noi lo siamo un poco meno perché il costo del nostro debito pubblico, grazie alla sua sagace azione di governo, continua a salire. Un piccolo taglia e incolla dal Sole, a proposito dei cds sul nostro debito pubblico: “Si impennano anche i cds sul debito italiano (derivati che funzionano alla stregua di una polizza assicurativa che copre dal rischio di default del Paese). Su questo mercato, dove la Bce non interviene, il premio assicurativo per proteggersi contro il fallimento dell’Italia è salito a 545 punti, 30 punti di ieri,si tratta del nuovo massimo storico. Per assicurare 10 milioni di euro investiti in Btp occorre pagare una polizza di 545 mila euro, nei fatti si esprime una probabilità di quasi il 30% che l’Italia fallisca entro 5 anni. Solo a maggio, il Cds sull’Italia era di appena 150 punti, in pratica la probabilità di un default del Bel paese é quasi quadruplicata in soli 4 mesi. Percepita come molto meno rischiosa la Spagna, il cui Cds vale 450 punti.” In neanche sei mesi siamo riusciti a distanziare di altre 100 punti gli spagnoli. A quando il raggiungimento dei greci? Lasciate a fare a Berlusconi e presto saremo i primi della classifica.

15 set 2011

Un dato positivo ed uno da interpretare. Secondo le prime stime di Eurostat, nel secondo trimestre dell’anno in corso l’occupazione  aumenta lievemente in Europa e l’Italia è in linea con la media, anzi forse un poco superiore.

L’inflazione è invece stabile, anche se nettamente superiore a quella dello scorso anno.

7 set 2011

Ancora Boeri a riassumere i numeri dell’ultima versione della manovra, quella che con ogni probabilità verrà approvata oggi. Sperare non costa nulla, ma l’impressione è che non basterà a calmare la situazione. Che mi sembra peggiorare rapidamente, anche perché la lucidità continua a fare difetto a molti. La Svizzera cerca di evitare una rivalutazione penalizzante del franco, diventato una volta di più bene rifugio, ma forse la soluzione non è delle migliori. Forse conviene chinarsi quando il vento soffia così forte.

20 ago 2011

In attesa delle novità che ci porterà settembre, è utile scorrere rapidamente la tabella che pubblica Boeri con la sintesi dei numeri dell’ultima manovra del governo. Come è facile vedere contraddicono tutti gli impegni del governo e le parole, spesso a vanvera di Tremonti. Non c’è, nelle misure del governo, alcun respiro strategico, nessuna capacità di imprimere una direzione al paese. In fretta e furia, pronto a cambiare a secondo di come spira il vento dei rapporti personali fra i suoi membri, il governo raccatta dove può e come può il minimo che gli serve per fare contenta la BCE. Ma non serve e non basta. Guidare al buio porta solo fuori strada. Ma purtroppo non si intravedono segni di cambiamento dl guidatore.

16 ago 2011

Brutte notizie dai dati Eurostat sulla crescita del PIL in Europa nel secondo trimestre. La Germania rallenta bruscamente, passando dal +1,3% del 1′ trim. all’attuale 0,1%, ridimensionando la cresciuta su base annua dal 4,6% al 2,8%. E l’Europa segue, diligente, scendendo dal 2,5% annuo all’1,7%. In questo quadro resistono solo i paesi dell’est e, quasi quasi, facciamo una bella figura anche noi, pur se in frenata.

8 ago 2011

Caustico, brutale, come sempre sopra le righe, ma intelligente la proposta di Michele Bordin sul che fare (“Cosa fare e cosa non fare“). Ma non tranquillizzatevi: sono sogni. La realtà sarà molto peggio. Quello che riusciremo ad avere sarà una patrimoniale (se ci va bene gestita da Monti), anche se io non la vedo così devastante come dice lui. E poi a me piacerebbe molto l’idea di un prestito forzoso. Chissà se riuscirò ad articolarla meglio.

5 ago 2011

Me li aspettavo più brutti. Ma i dati appena pubblicati dall’Istat sulle stime provvisorie dell’andamento del PIL nel 2′ trimestre del 2011, confermano che la stentata ripresa abbozzata dall’Italia sul finire dello scorso anno sta già finendo. Sul trimestre precedente il PIL è cresciuto dello 0,3%, ma, anno su anno, la crescita è sotto all’1%, allo 0,8% per la precisione. Ed è, soprattutto in calo da due trimestri: era all’1,5% al IV trimestre del 2010, era scesa all’1% nel I/2011 ed ora passa allo 0,8%. In calo e sempre più lontani dal mitico 2% che è la sola nostra salvezza. Per fortuna che chi crede a Berlusconi e alle sue favole ha altri due bei discorsi, alle Camere ed alle parti sociali, con cui consolarsi. Io vedo nero

2 lug 2011

Tanto per non perdere proprio tutti, un rinvio ad un commento, fra i tanti, sulla delinquenziale manovra di Tremonti per il presunto pareggio di bilancio nel 2014. La Gracia è proprio vicnia, non solo geograficamente.

24 mag 2011

Piove sul bagnato e l’uno-due che ci hanno attestato ieri l’Istat, con il suo rapporto annuale, e oggi la Corte dei Conti,  con la presentazione del Rapporto 2011 sul Coordinamento della Finanza Pubblica, è da ko. Ma Tremonti è un ottimo incassatore e contiunua a ripetere che va tutto bene: i conti pubblici hanno retto, gli italiani sono ricchi e i numeri dell’Istat sono irrilevanti rispetto a quelli ufficiali (quali?). Contento lui. Io aspetto Bruxelles

15 mag 2011

I numeri più semplici ed esplicativi per capire la nostra situazione economica a me sembrano quelli che, trimestralmente, pubblica Eurostat. Meglio, perchè più sintetici, quelli provvisori. E quelli del 1′ trimestre 2011 sono, per noi, nerissimi. L’Europa, sia quella a 17, l’area dell’Euro, che quella a 25, i paesi della Cee, cresce, rispetto al trimestre precedente, dello 0,8%, noi dello 0,1% e, rispetto allo stesso trimestre del 2010, del 2,5%, noi dell’1%. Peggio di noi riescono a fare, su base trimestrale, solo Portogallo e Cipro e, su base annuale, Grecia, Spagna, ancora Portogallo, e Romania. E discutiamo di altro. Ma con questi ritmi di crescita i problemi del nostro debito pubblico diverranno esplosivi e si imporranno alla attenzione di tutti.

04 mag 2011

Tutto tranquillo in Italia, con la crescita serenamente appoggiata sullo zero. E presto arriverà la scossa, non quella di Berlusconi, ma quella dell’Europa, che ci costringerà a tagliare il deficit, con effetti restrittivi e via peggiorando. Per fortuna che a tenerci allegri ci pensano i nostri politici. La più bella, per ora, è quella che fissa per decreto la data della fine della guerra in Libia.

E per vedere dove ci sta portando Berlusconi, perdete due minuti a leggere questo post: ci sono i nostri obiettivi, come fissati dal PNR: i più bassi d’Europa.

15 feb 2011

Il grafico non è, evidentemente, mio. Arriva da Lavoce.info, ma vale la pena di citarlo, perché dice tutto sulla nostra situazione.

Fra Berlusconi e Tremonti c’è da stare tranquilli, anche per la gestione economica.

22 gen 2011

Quelli di Nens pubblicano tante cose interessanti, ma a volte fanno sorridere, anche  se a pensare che parlano anche a nome del segretario del maggior partito di opposizione verrebbe voglia di dire che fanno piangere. Hanno messo in linea due brevi paginette, in realtà una tabella riportata dall’OCSE senza indicare la citazione precisa, da cui risulta che dei 35 paesi controllati, solo cinque, nelle previsioni al 2012 non riescono a recuperare la situazione anti crisi. E fra questi ci siamo noi. Peggio riescono a fare solo Irlanda, Grecia e Islanda. Ci batte anche la Spagna. E fra questi cinque noi siamo gli ultimi a non aver subito traumi particolari, tipo la crisi immobiliare spagnola o quella bancaria irlandese. Ma perché fanno sorridere? Prima correggono, su segnalazione di un lettore, la tabella perché aveevano messo un meno invece di un più. E poi la copia che mi sono stampato io aveva come titolo “Variazioni 5 del pil rispetto all’anno precedente“, un evidente errore di battitura (il 5 al posto del %). Anche questo adesso è stato corretto. Rimane la denominazione in inglese dei paesi che visto che qualcuno si è preso la briga di ribattere la tabella OCSE, tanto valeva che facesse un lavoro completo. Pazienza. Almeno abbiamo i dati.

20 gen 2011

E’ uscito il Bollettino Economico di inizio d’anno della Banca d’Italia. Non mi è sembrato bruttissimo, anche se conferma la situazione di sostanziale paralisi in cui versa l’Italia. BdI prevede, con una certa sicurezza, una ripresa crescente dell’economia mondiale e, senza per la verità calcare troppo la mano, ribadisce i nostri problemi: crescita asfittica, circa l’1% all’anno, che rende praticamente irraggiungibili e livellli toccati prima della crisi, scarsa domanda interna, dovuta al basso livello del reddito disponibile dei consumatori ed alle difficili, difficilissime per i giovani, situazione del mercato del lavoro.

Migliori le notizie, cui sono particolarmente attento, sulla finanza pubblica. Il fabbisogno del settore statale si è attestato a 67,4 miliardi, il 4,4% del Pil, un livello inferiore di oltre 19 miliardi a quello del 2009, con un miglioramento di quasi 1,6 punti percentuali. Minore, ma comunque ampia, la riduzione del fabbisogno del più ampio settore delle Amministrazioni pubbliche (11,4 miliardi). Certo ha inciso soprattutto, più che il contenimento della spesa pubblica corrente, il pressoché totale blocco della spesa in conto capitale. Per le previsioni BdI si affida ai dati del governo riportati nell’ultima Decisione di previsione pubblica, che vede una crescita importante del saldo primario a partire dal 2012. Io a Tremonti non credo, ma almeno quest’anno ha ridotto le dimensioni del buco. Ma manca comunque una strategia di lungo periodo e la compressione della spesa in conto capitalene è la prova evidente: ancora una volta andiamo a pesare sul nostro futuro.

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19 risposte a La situazione economica in Italia – 2011

  1. la zingarella ha detto:

    Da disoccupata da oltre due anni mi chiedo se qualcuno puo’ capire questa situazione…

  2. semplixe ha detto:

    davvero se italia continua cosi tante famiglie dovranno andare all estero in cerca di lavoro e soluzioni o quelli che no possono devono ancora sopportare altre privazioni!per me tante riforme no sono abbastanza mirate per un recupero rapido del paese.l unica cosa positiva che finalmente si sono resiconti del tesoro inestimabile che abbiamo e cioe la cultura e tutti i posti storici e sviluppando cosi un vasto flusso turistico,ma il problema no si risolve cosi e nonnostante che si guadagna tanto con turismo tantissime persone continuano a no avere lavoro e spinti dalla disperazione compiono atti scelerati. e invece di pensare a soluzioni piu concrete mettono tasse assursamente alte causando appunto evasioni fiscali,se quelle stesse tasse fossero in certi settori come la dogana cosi che export del lavoro sara cosi costosa che di certo no conviene piu forse diminuira e sempre forse in italia ci sara piu lavoro e piu possibilita di vivere!

  3. Paolo ha detto:

    Italia….abbiamo coste stupende, monumenti storici….ma non vengono valorizzate. Tasse alte, se io poveraccio non pago il canone RAI rischio una multa, se un furbo evade miliono…non gli fanno nulla, poverino…come può campare con i suoi 2-6-100 milioni l’anno? Stipendi bassi…una mia amica, 23anni, è stata assunta con uno stipendio di…udite udite…900 euro mensili!!!! E poi vanno a dire ai giovani che devono avere il coraggio di uscire di casa e farsi una vita?? Ma almeno sti politici hanno un idea di quanto costa un appartamento in affitto al mese? Si, in affitto, perchè se non si ha un lavoro fisso, uno stipendio decente (1500 al mese) o qualcuno che ti copre le spalle….un mutuo COL CAVOLO ….viva le banche. Viva l’Italia, che pensa solo al calcio. La verità è che abbiamo perso il treno, niente tecnologia, siamo rimasti fermi al settore manifatturiero…abbigliamento,scarpe…..ma ora viene fabbricato in Cina/Turchia/Vietnam….e in qualche modo il marchio Made in Italy si appone lo stesso. Fidatevi, sono del settore…lo fanno…lo fanno…

  4. MIOARA D ha detto:

    Ciao a tutti, mi dispiace per tutto quello che succede in Italia. Io amo tanto Italia, vivo in Austria – Vienna pero sono Rumena e sempre faccio le vacanzze in Italia, Augoro una bouna vitta per la gente italiana. ITALIA E UN MUSEO IN ARIA LIBERA, E ISTORIA DA PER TUTTO. MIOARA D.

  5. aldo ha detto:

    prima di tutto,andate a ritirarvi i soldi dalle banche italiane,che sono vicine al fallimento totale,italia sprofondera in un vortice di debiti e fallimenti.si salvi chi puo.torna la fame e la miseria.che dio abbia pieta di noi.

  6. emanuela merolli ha detto:

    sono seriamente preoccupata….

  7. l innominato ha detto:

    e ora di fare la rivoluzione non paghiamo piu niente saolo questo ci salvera

  8. marcello ha detto:

    la situazione e critica su tutti i campi
    la gente e depressa e non arriva a fine mese
    la benzina non si puo’ toccare
    ci stanno tirando il collo
    bisogna regolarizzare il mercato e
    ABBASSARE
    il costo della vita………
    non si vive piu’
    troppe tasse
    dove finiremo????????????!!!!!!

  9. Waa Ì Perla ha detto:

    psss l’ignoranza di questo paese ci a portarto alla declassazione quasi totale.. noi ragazzi di 20 anni senza un lavoro e senza un vero sviluppo sociale.. lasciati a confondersi con le droghe per non poter capire cosa accade veramente .. chi a possibilità di dare mano a risanare questo stato non resti fermo ad aspettare faccia qualcosa !! un ragazzo come tanti

  10. ENZO ha detto:

    LA FINE DEL MONDO SI AVVICINA????MA COME MAI LO SENTO DA TRENTANNI E SONO ANCORA QUA…MAH??????

  11. gianni ha detto:

    è ora di finirla … ci stanno prendendo tutti per il culo …. prima ci dicono che va poi non va … ma allora RIVOLUZIONE economica ci prendiamo due caprette e una zappetta e ci coltiviamo il nostro per sopravvivere …. e le tasse se le paghino i parlamentari

  12. Francesco ha detto:

    Mi piace come scrivi e quel che scrivi sei semplice e d’impatto. Pero un unico consiglio è di essere meno di parte perché ho capito che non ti piace Berlusconi pero cerca di mascherarlo maggiormente. Poi per il resto è perfetto,ho capito molte cose grazie

  13. Buongiorno a tutti gl’italiani onesti,
    Sono nato in Italia nel 1930 pero sono andato via a l’età di 17 anni, e rimanendo sempre legato culturalmente alle mie radici. Negli ultimi anni sono ritornato a ristrutturare la casa dove sono nato e mi sono impregnato dai ricordi d’infanzia che non mi avevano mai abbandonato e che ho trasportato durante tutto il percorso della mia vita.
    In questi ultimi anni, la mia residenza l’ho trascorsa quasi al 50% in Italia ed imparai a conoscere molto meglio le difficoltà che traversa l’Italia in questo momento, ma quello che a me preoccupa soprattutto, é la situazione in cui si trovano i giovani nel paese.
    La responsabilità di tutto cio che succede,attualmente in italia, é assolutament dei politici italiani che dal 1980 in poi hanno rubato il popolo italiano di due trilioni di euro, e sarebbero in primo luogo, loro, che dovrebbero pagare gli interessi per le somme dovute; e in piu dovrebbero restituire tutto cio che hanno rubato.

  14. simona ha detto:

    E’ un paese che precipita! Mi trovo in Danimarca da diversi mesi e pur di non tornare nella “Terra delle Privazioni” costringo me stessa a vivere in mezzo a coloro che di noi non hanno per nulla una bella opinione, anzi.. Noi siamo il popoli che si è fatto “infinocchiare” da un branco di politici bacati, Ma, vi rendete conto? E’ un’umiliazione continua… Non ho più parole !

  15. aldo ha detto:

    (ANSA) – ROMA, 4 DIC -Un milione di anziani si nutre poco e male, ha il frigo sempre vuoto e rischia una vera e propria malnutrizione. In media mancano loro almeno 400 calorie al giorno specie dalle proteine. Anche un solo mese di dieta povera aumenta del 25% la probabilità di ricovero e accresce la mortalità.Cio’secondo dati presentati al Congresso Nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) appena finito a Firenze che ha osservato come tra gli anziani un milione ha carenze nutrizionali gravi.

  16. Alessio Durighello ha detto:

    E’ DA VERGOGNARSI!!!!,POVERA ITALIA!!SIAMO GIA’ FALLITI!!!!!!! ORA SIAMO PEGGIO DELL’ARGENTINA!!!,PAGHIAMO LE TASSE PAGHIAMO L’ARIA CHE RESPIRIAMO!!!!! VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  17. oscar uldarico Perez Diaz ha detto:

    sono un straniero sudamericano,que labora a Genova da 13 anni,la situazione economica,es preucupante anche per noi,veramente fa paura,seguramente qualcuno,pensa ya nel rimpatrio,

  18. lino merolli ha detto:

    S0no veramente preoccupato,affinchè l’italia in persona del presidente Prof.Monti si presenta dalla Signora Merkel con il cappello in mano, saremo sempre sottomessi alla Germania.La storia ci insegna. Lino Merolli

  19. lino merolli ha detto:

    S0no fortemente avvilito,ruberia continua senza sosta la povera italia è stanga non c’è la fa più
    stà per cedere ai malfattori:politici arraffoni,ladri di ogni genere,il capo dello stato svende l’italia
    alla Merkel,il fisco ci ruba 4 miliardi,l’iva aumentata manderà a picco i consumi degli italiani.
    Povera Italia,poveri noi.

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