La situazione economica in Italia – 2012

                     Fermiamo il declino

 

 

 

5 dic 2012

Il Mef ci informa, direi piuttosto soddisfatto, che le sue entrate (dette volgarmente tasse) sono cresciute in modo soddisfacente nei primi dieci mesi del 2012. Dobbiamo essere contenti o no?

14 nov 2012

Due paginette nitide da Nens, come da tempo non ne vedevo, che riepiloga cosa è successo nell’anno di governo Monti. I dati sono nettamente peggiorati. La colpa è di Monti? Io non lo credo. Un anno è troppo poco per vedere dei risultati su problemi che vengono da tanto lontano. E sul breve qualche luce mi sembra ci sia. Ma ne parliamo a fine mese.

14 nov 2012

Se volete un quadro desolante, senza prospettive, della situazione in cui tutti, ma non solo l’Italia, si è cacciata, leggete con calma questo post di MarioSeminerio. E poi ditemi se riuscite ancora a dormire. Si fa molta fatica a dargli torto. Ed indubbiamente la risalita dall’abisso di debito in cui il mondo occidentale si è infilato è faticosa e, a volte, pare senza speranza. Probabilmente il risultato sarà, inevitabile secondo me in una società sempre più complressa, un poco di tutto: piccolo calo del tenore di vita, piccola crescita dell’inflazione, piccola ripresa della crescita del pil e, spero, progressivo ma inevitabilmente lento del motore della crescita verso consumi che non consumino

12 set 2012

A parte le continue imbecillità che ci tocca sentire, l’ultima lo stupore di Mentana per l’affermazione di Monti che, nel breve periodo era attesa una riduzione della crescita a seguito delle manovre fiscali di riduzione del debito dello scorso anno (a quando un corso di economia per la ns. classe dirigente, a cominciare dai giornalisti più famosi?) i numeri non dicono nulla di buono, a cominciare da quelli sull’occupazione: questi gli ultimi dati Istat. E questo un confronto di fonte OCSE fra la situazione della nostra disoccupazione e quella degli altri paesi dell’organizzazione. E’ così difficile capire che il vivere a debito finisce per penalizzare il futuro e che paga il conto più grosso sono le generazioni più giovani? Pare di sì, visto che tutti danno la colpa della crisi a Monti perché non vuole fare più debiti (e, inoltre, dimenticano che nessuno ci vuole più prestare i soldi) Che fare? Cambiare strada, classe dirigente e fermare il declino. Per capire cosa leghi il declino in cui siamo immersi da almeno vent’anni, se vogliamo essere ottimisti, leggete qui.

28 ago 2012

Sono tutti molto occupati ad insultarsi e a discutere su chi deve andare con chi e nessuno, o quasi, guarda dove stiamo andando e dove dovremmo andare. Debbo dire che faccia una gran fatica a capire perché si dannino tanto per andare a gestire una situazione così difficile. Ed il problema è che diventerà senmpre più difficile: le previsioni a livello mondiale sono fosche. Secondo me pesa il debito su cui tutti ci siamo addormentati. Gli Stati Uniti non possono certo rilanciare con altri stimoli a debito una economia che langue, la Cina non può che risentire per le nostre difficoltà, visto che l’Europa è il suo più importante sbocco commerciale, ed infatti l’attività produttiva rallenta anche lì. In Europa lo stesso dicorso vale per la Germania: banalmente credo sia chiaro a tutti il numero diAudi vendute in Grecia non è certo al livello degli anni passati. Se volete le stesse analisi in una forma più corretta e dettagliata perdete cinque minuti a leggere cosa succederebbe anche se l’Eurozona riuscisse s stabilizzarsi un attimo,  e mi pare di capire che lo stesso discorso sia stato fatto da Grilli in consiglio dei ministri, bloccando ogni velleità di allentare la stretta rigorista pure ventilate da Passera e Fornero. Ma non preoccupiamoci, adesso torna Berlusconi e sistema tutto. Debbo dire che sono proprio curioso di capire cosa pensa veramente il paese. Ma prima vediamo che proposte gli verranno sottoposte. Per ora ne ho vista una sola, il resto sono chiacchere, quando non insulti.

24 lug 2012

E’ proprio vero che su Internet c’è tutto. Ma bisogna anche avere la fortuna di trovarlo. Stavo proprio meditando in questi giorni sul fatto che lo spread, di per sè, non ci dice quanto ci costa il nostro debito pubblico. Può infatti crescere non solo perché crescono i tassi che dobbiamo pagare, ma anche perché scendono quelli di riferimento, i tanto famosi Bund tedeschi. Detto e fatto. nFA mi rimanda, gentilmente, a questo post che, appunto, ci invita a riflettere sui veri numeri che contano: quanto ci costa il nostro debito pubblico? Certo, i tedeschi stanno meglio, visto che il pagano perchè facciano debiti. Secondo me un’altra follia della finanza che spero qualcuno riesca a spiegarmi.

16 lug 2012

Se vi divertite a fare gli indovini, cimentatevi anche voi con l’indovinello dell’estate: quanto è profonda la recessione in Italia? Qui le risposte degli indovini più illustri, Monti, Squinzi e Visco. Bene non va comunque.

02 giu 2012

Passano i mesi e i dati dicono tutti, sempre, le stesse cose. I prezzi, al minuto e alla produzione, sono fermi o in leggero calo, la disoccupazione, in Italia ed in Europa, sale, soprattutto quella giovanile.

28 mag 2012

Scendono tutti gli indici della fiducia dell’Istat, quello delle imprese del settore servizi e commercio e quello delle imprese manifatturiere e delle costruzioni.

15 mag 2012

Il mio barometro personale, le visite al sito, sale e il segnale è chiaro: l’economia peggiora e il popolo della rete cerca informazioni anche da me. Purtroppo solo una raffica di cattive notizie dall’Istat: la produzione industriale scende, i prezzi al consumo salgono, il prodotto interno lordo scende.

3 mag 2012

Mi sembra che grandini, a chicchi grossi. Fra i dati sulla disoccupazione, europea ed italiana, in crescita, e quelli sui prezzi alla produzione, praticamente fermi segno di una domanda che non c’è, stiamo freschi. E lo dimostra il tanto, troppo, parlare che si fa di crescita. Ma come si fa a crescere, cioè a consumare di più, se si devono pagare i debiti? Molti sarebbero disposti a lavorare di più, a cominciare da chi, come me, ha le attrezzature produttive ferme, ma chi rilancia la domanda? Lo stato che deve contenere i debiti? E allora non resta che la domanda estera. Ma se non siamo competitivi? Una piccola polemica sul livello culturale dei gioralisti italiani la si deve al comunicato aggiuntivo dell’Istat su come sono stati trattati i suoi dati sulla disoccupazione giovanile. E del resto basta seguire tutte le sere, come faccio io con sempre maggior disperazione, quella specie di giornalista predicatore che è diventato Mentana, per sapere quanto capiscono, ed aiutino a capire, di problemi di economia i nostri giornalisti

19 apr 2012

Forse è solo uno spot pubblicitario, ma le 74 slides arrivate oggi dalla Direzione del Tesoro  non sono da perdere. Peccato l’inglese (a volte i termini economici sfuggono) e peccato che non vi sia alcun testo di accompagnamento. Immagino che siano da collegarsi con il documento di economia e finanza appena presentato da Monti al Consiglio dei Ministri. Meriterebbero tanto studio, ma chi ha tempo?

15 apr 2012

Vediamo se riesco a tenere sotto controllo questi dati del Tesoro, la sintesi del conto del settore statale, che dovrebbe avere una cadenza mensile. Quella di febbraio, per me strana, parla di un disavanzo di 7,4, frutto della differenza fra 30,2 milioni di entrate e 37,6 milioni di uscite. Quello che mi stupisce è vedere 10,8 milioni di spese per interessi. Mi sembrano troppi per un mese. Vediamo che succede il mese prossimo.

11 mar 2012

Il governo Monti gode di buona stampa, ma per ora i risultati sul fronte dello sviluppo non si vedono. Pessimi i dati sull’andamento della produzione industriale: a gennaio, rispetto a dicembre, scende del 2,5%, su base trimestrale del 1,9% e su base annua del 5%. Purtroppo per me il settore che va peggio è quello dell’editoria e della stampa, in calo del 16,3%.

01 mar 2012

Sempre brutte le notizie sul fronte dell’occupazione, in Europa ed in Italia. Nell’Europa a 27 è al 10,1%, rispetto al 9,5% del gennaio scorso, in quella a 17, quella dell’Euro, al 10,7% rispetto al 10%. Ancora peggio in Italia, al 9,2% rispetto all’8,1% ( e non dimentichiamo la cassa integrazione straordinaria anche se l’Istat ci avvisa che è in crescita il tasso di occupazione, il che fa pensare che stanno diminuendo quelli che il lavoro non lo cercano più) e per i nostri giovani, il cui tasso di disoccupazione passa in un anno dal 28,5 al 31,1%.

14 feb 2012

Cala a livelli ragionevoli il tasso dei BOT. Due aste significative di titoli italiani, 3 ,5 miliardi a 4 mesi e 8 miliardi a 12, con tassi in calo. Stiamo tornando ai tassi del primo semestre del 2011, bassi rispetto a fine 2011 ma, è bene non dimenticarlo, quasi doppi rispetto a quelli del 2010.

26 gen 2012

C’è un punto, nella sintesi della situazione economica pubblicata dall’ultimo bollettino economico della banca d’Italia che ha confermato alcune mie riflessioni. Sotto il titolo “E’ cruciale la normalizzazione delle condizioni dei mercati finanziari” è scritto: “Nell’ipotesi di rendimenti dei titoli di Stato fermi per un biennio alla configurazione dell’inizio di gennaio, il PIL si ridurrebbe dell’1,5 per cento nella media di quest’anno; l’attività economica tornerebbe a crescere solo nel corso dell’anno prossimo. Vi è il rischio che un peggioramento delle aspettative, che determini un ulteriore inasprimento delle condizioni dei mercati del debito sovrano e del credito, possa portare a una flessione più accentuata. In ipotesi più favorevoli, in cui le politiche di risanamento dei conti pubblici adottate dal Governo e le risposte alla crisi concordate in sede europea ripristinassero almeno in parte la fiducia degli investitori, riducendo i costi di finanziamento per tutti gli attori economici (settore pubblico, banche, imprese e famiglie), l’economia italiana potrebbe riprendersi più rapidamente: un ritorno del differenziale tra il BTP e il Bund attorno ai livelli registrati in media la scorsa estate implicherebbe una flessione dell’attività produttiva nella media del 2012 poco discosta da quella sopra menzionata, ma con una stabilizzazione nella seconda metà dell’anno e un più rapido ritorno alla crescita nel 2013.” A parte le perplessità suscitate da un ragionamento che ipotizza una condizione che dovrebbe verificarsi su due anni (la stabilizzazione dei rendimenti dei titoli di Stato sui livelli di inizio anno) per dedurre un evento che si verifica in un anno (la riduzione del PIL nel 2012 dell’1,5%), sottolinea quello che è il tema cruciale del momento in Europa: il costo del debito, sia di quello pubblico che di quello privato. Formalmente i tassi di interesse di riferimento fissati dalla BCE sono bassi ma i mercati richiedono a tutta una categoria di debitori premi di rischio altissimi, che rischiano di avvitare il debitore in una spirale perversa, come è successo con la Grecia (e come succede, più terra a terra) per qualunque debitore che finisce nelle mani degli strozzini. E che la partita si giochi sul terreno del costo del debito è comprovata non solo dai richiami, molto paludati e giocati sul tema della crescita, di Monti all’Europa. Del resto basta scorrere rapidamente le tabelle appena pubblicate dalla RGS sul budget del nostro bilancio statale per il 2012, per rendersene conto. Meritano un post a parte che spero di riuscire a scrivere

6 gen 2012

Due serie di dati dalla CE.

L’andamento delle entrate fiscali in Europa. Dopo qualche anno di leggera diminuzione nel 2010 l’incidenza sul PIL si è consolidata sul 39,7% nella CEE  (EU-27)  e al 40,2% nell’area Euro (EU-17). L’Italia è sopra la media, al 42,8%. Una analisi più attenta meriterebbe la suddivisione delle entrate fiscali nelle sue componenti. A livello EU-27 il 35,1% delle entrate fiscali è dovuto ai contributi sociali(13,9% del PIL), il 33,3% alle imposte indirette (tasse sui consumi) (13,2% del PIL) e il 31,2% alle imposte diretta (tasse sul reddito) (12,4% del PIL). In Italia i contributi sociali pesano per il 13,4%, le imposte indirette per il 14,2% e quelle dirette per il 14,5%, con una distribuzione più sbilanciata sui redditi che non sui consumi, a dimostrazione, ancora una volta, del vaniloquio di Tremonti che voleva spostare la tassazione dalle persone (i redditi) alle cose (i consumi).

I dati sulla occupazione a novembre. Stabile in Europa rispetto al mese precedente e lievemente in diminuzione (0,2 punti percentuali) rispetto a novembre 2010. Peggiore la situazione in Italia, dove il tasso di disoccupazione sale a novembre 2011 all’8,6% rispetto all’8,5% di ottobre e all’8,1% di novembre 2010.

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9 risposte a La situazione economica in Italia – 2012

  1. Maurizio Settembre ha detto:

    Non siamo competitivi perché l’euro è fortissimo, analogalmente staimo vivendo con una moneta fortissima ed una economia interna debolissima, non va bene una delle due salta. Inoltre l’euro è emesso in addebito al costo del 200% escluso interessi e accessori… Stiamo seguendo lo scenario Argentino, la somiglianza più forte è quando il pesos fu agganciato al dollaro USA, con tasso di cambio 1 pesos= 1 dollaro, incominciava ad importare rispetto all’export, con bilancia commerciale negativa, si avviò al default…
    Consiglio di guardare su Yuotube: “Il diario del saccheggio”, codesto film documenta bene il default Argentina…
    Grazie, distinti saluti Maurizio Settembre

  2. milka ha detto:

    e una cosa veramente preocupante ………………ma e posibile che nessuno puo fare niente ? in italia stanno meglio gli stracomunitari che gli italiani stessi ………………è veramente bergognoso e preoccupante

  3. milka ha detto:

    italia è cosi bella …….e veramente peccato che vada a finire cosi ……………………ragazzi fate qualcosa ……salvate l’italia ……………..se continua cosi .va a finire come cuba ……………..fate REVOLUZIONE .scioperi .manifestazioni e forse cosi cambia qualcosa ……………mi dispiace tanto che la economia fara morire di fame tanta gente ……non e da scherzare

  4. moeden ha detto:

    Milka, sono extracomunitari e non so su quali dati ti basi per affermare che stiamo meglio noi ma una cosa ti voglio consigliare, impara l’italiano se vuoi star meglio.

  5. pèèèèèèèèè ha detto:

    secono mè bisognerebbe puntare sul turismo sfruttando al meglio le nostre risorse,abbassando i costi per delle strutture ricettive. il turismo fà girare molto l’economia.

  6. lino ha detto:

    Si chiamatelo bel paese, vero un bellissimo paese, invidiata da tutti per le numerose attrazioni da nord al sud, però, peccato che nel bel paese ci siano gli italiani.
    L’ipotesi più accreditata è quella di andar via dall’europa,neanche facendo un golpe ci salviamo, chi ci mettiamo chi và? ormai il tarlo è atavico nelle nostre abitudini.
    Io farò di tutto per lasciare l’italia devo pensare al futuro dei miei figli e ne ho pagate di tasse e ne continuo,ma non ce la faccio più, sto subendo in primis un defoult da parte del mio stesso stato.
    E’ come dire che un papà mette nelle condizioni di far fallire i propri figli è assurdo!!! Rinnego questi padri,vado via.

  7. alice ha detto:

    Buonasera, forse il mio commento non c’entra granché ,mi presento: mi chiamo Alice ho 21 anni e sono una studentessa universitaria, sto dando diritto finanziario e tra le domande del prof ci sono anche domande di attualità su cosa succede in Italia(in senso economico, finanziario), c’è qualcuno che potrebbe “darmi delle lezioni” per poter capire ,anche per me stessa, la VERA situazione in italia,cercherei una persona che sia neutrale, niente politica perché stiamo parlando di un governo tecnico,all’esame non posso esprimere un mio parere,ovviamente melo farò ma voglio capire esattamente la nostra situazione,se mi volete aiutare ne sarei grata! vi lascio la mia e-mail grazie! alicebuscemi@hotmail.it

  8. Palaro ha detto:

    hai me devo essere molto duro con il paese in cui sono nato e cresciuto mi ritrovo ad avere 40 anni con famiglia ha carico e visto come stanno andando le cose essendo un libero professionista , con mia moglie abbiamo deciso di chiudere la nostra attività in questo paese e spostarci all’estero per aprire e continuare il lavoro che svolgiamo in italia con non pochi benefici da parte del nuovo stato che ci accoglie ha mani aperte cosi facendo creeremo nuovi posti di lavoro un ringraziamento per questa nostra scelta va sicuramente alla nostra classe politica che ha saputo in questi ultimi 20 anni essere molto rispettosa e professionista nei confronti dei loro cittadini che ogni giorno abbassano il capo per cercare di risolvere i problemi che loro causano ogni santo giorno .

    un grazie con tutto il cuore alla nostra classe dirigente che si impegna ogni giorno per trovare sistemi sempre più complicati per mettersi in tasca i soldi dei lavoratori italiani che con tanta fatica guadagnano.

  9. Illuminante ha detto:

    Il declino economico di questo paese e’ inarrestabile a causa del mostruoso debito pubblico e delle strutture organizzative politiche ed amministrative statali e locali obsolete, parassitarie non adatte ad una società moderna e dinamica.Sistema fiscale complesso e troppo costoso. Riforme fatte dal governo Monti inesistenti estremamente insignificanti. Hanno agito pesantemente con la leva fiscale creando preoccupanti contraccolpi sulla crescita economica e sull’occupazione.

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