L’economia nel mondo

Per tenere sotto controllo articoli ed altro legati all’andamento economico mondiale, anche se mi sembra (13 set) che allungare la pagina non mi aiuti poi a recuperare i temi trattati. Per ora continuo così, ma tutti gli articoli collegati qui debbo metterli anche sotto Delicious dove è più facile attaccare categorie e segnare li con un WP che sono commentati qui.

Queste le pagine sottostanti

  1. Dati statistici
  2. Previsioni ed analisi
  3. Il petrolio
  4. Gli Stati Uniti
  5. L’Europa
  6. La situazione economica nel mondo. Dati
  7. La situazione economica nel mondo. Teorie

13 set 2008

Euro e dollaro. Chi predice il sorpasso dell’euro nei confronti del dollaro come principale moneta di riserva internazionale, la fa basandosi su dei moelli troppo semplici e limitati agli aspetti economici. Il ruolo del dollaro è invece aiutato dal ruolo politico giocato dagli Stati Uniti, dal quale l’Europa attuale è molto lontana. Per dare spessore teorico alla sua analisi, l’autore si rifà ad una disciplina recente la International Political Economy (IPE) che definisce come  una campo di ricerca integrato che esplicitamente riunisce analisi politica e teoria economica nello studio dell’economia mondiale.

09 lug 2008

I problemi dell’economia cinese. L’energia più cara, ed i tassi di interesse negativi, stanno recando gravi danni allo sviluppo cinese. Costano di più i trasporti e costa di più gestire fabbriche che basavano tutto sul basso costo della manodopera e sono pertanto più inefficienti di quelle occidentali, in particolare per quanto riguarda il consumo di energia, che costa sempre di più. Il che vuol dire che forse il prossimo anno crescerà la domanda di rotolini di polipropilene metallizzato per noi. Ve lo farò sapere

01 lug 2008

Le esportazioni aiutano l’economia USA, grazie al calo del dollaro, ma il calo del dollaro, dovuto anche ai bassi tassi applicati dalla FED sia per rilanciare l’economia ma,soprattuto, per salvare il sistema finanziario, provocano inflazione nei paesi aganciati al dollaro

19 giu 2008

Mi sembra che stia diventando chiaro che il problema cha ha difronte la FED è di non facile soluzione. Da un lato deve tenere bassi i tassi di interesse per aiutare il sistema finanziario italiano a superare la crisi dei mutui subprime e, con lui, i cittadini americani indebitati. Ma dall’altro lato tenere bassi i tassi, in presenza di forti tensioni sui mercati delle materie prime dovute alla crescita della domanda delle economie emergenti, provoca una costante svalutazione del dollaro e, con la svalutazione, il rischio di importare inflazione, con tutte le conseguenze del caso. Per il FT debbono venire in soccorso la Casa Bianca ed il Congresso, ma non specifica molto bene con che mezzi.

11 giu 2008

Le conseguenze dei debiti gemelli americani. Se non ho capito male il fatto che alcuni paesi, la  Cina in primo luogo, tengano sostanzialmente agganciate le proprie moneto al dollaro che tende a svalutarsi per ripianare i debiti americani, provoca sostanzialmente inflazione (I tassi di interesse reale diventano negativi). Le banche centrali, in particolare la BCE, se ne stanno rendendo conto e mirano ad un rialzo dei tassi in funzione antinflazionistica. Il suggerimento è quello di una rivalutazione di tutte le monete agganciate al dollaro, rispetto a questo, al fine di ridurre solo il potere di acuisto degli americani e riportare all’interno della loro economia il peso del riaggiustamento dei loro equilibri finanziari, con una diminuzione dei consumi ed un aumento del loro tasso di risparmio.

Praticamente chiede agli Usa di smetterla di scaricare sul resto del mondo i loro diffetti interni

11 giu 2008

Gli articoli dell’Economist sono troppo lunghi per me, soprattutto a quest’ora di sera. Lascio traccia di questo, ben collegato a quello sopra. La crisi attuale degli USA è curata con gli stessi strumenti di quella del 2001, riduzione dei tassi di interesse e riduzione delle tasse, ma le cause sono diverse. Quello che manca oggi sono i consumi, soprattutto perchè al crollo del mercato interno, in particolare quello della casa, dovuto ad una folle politica creditizia, si assommano spinte inflattive che giungono dall’esterno, con l’aumento del costo delle materie prime, la cui causa non ultima è il deprezzamento del dollaro, dovuto ai deficit che hanno spinto l’economia nei mesi passati.

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