La visione liberista della crisi economica

15 maggio 2010

Oscar Giannino riflette sulle cause della crisi finanziaria e sulle possibilità di uscirne. Cita un libro di John Taylor, Kenneth Scott e George Shultz “Ending Government Bailouts As We Know Them” e si pone cinque domande:

  1. E’ possibile stabilire prima quando una banca verrà lascita fallire?
  2. Cosa significa far fallire una banca?
  3. Quali sono i requisti giusti di capitale per una banca?
  4. Come evitare il rischio deflazionistico del neo-mercantilismo (tutti cogliono esportare e non aumentare i consumi interni)?
  5. Come e quando mandare in default un paese sovrano?

27 gennaio 2009

Keynes va oggi per la maggiore nel suggerire le ricette alla crisi economica, ma non manca evidentemente che va controcorrente.

Uno è tale Gerardo Coco, con questo suo articolo che fin dal titolo mi lascia perplesso “Le crisi sono un fenomeno monetario, non produttivo“. Come sempre leggo di fretta e non tutto.

La posizione credo sia quella liberale classica, a partire dalla riproposizione di fatto della legge di Say. Scrive infatti “Il mercato, infatti, funziona nel modo seguente: si producono merci e servizi per ottenere denaro e con questo si acquistano altri beni e servizi. Il denaro è solo un intermediario di scambio. Infatti, in termini reali, sono i beni stessi a costituire il mezzo di pagamento per acquistare altri beni.”

Ma la legge di Say non mi convince affatto, e così questo articolo

Sarebbe da approfondire. Per questo lo netto qui

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