L’inflazione

Tanti anni fa, forse dieci o più, quando ho cominciato a scrivere qui e quando è partita la grande recessione, non avevo dubbi (e forse non ero il solo): la grande quantità di denaro immessa sul mercato dalle banche centrali avrebbe fatto ripartire l’inflazione che, poco alla volta, avrebbe ridotto il valore reale dei debiti contratti, soprattutto dagli stati, per sostenere l’economia e spingerla fuori dalla recessione.

Così non è stato. Io qualche spiegazione del perché me la sono data, sinteticamente finanziarizzazione e disuguaglianza, ma in giro non riuscivo a trovare spiegazioni. Oggi (7 marzo 2018) ho trovato un primo accenno che mi ha spinto a creare questa pagina. Con la speranza che altri appunti si aggiungano al tema.

7 marzo 2018

Già che ci sono, sono riuscito a recuperare quest’articolo di Fubini che molto mi aveva colpito quando lo avevo letto, senza ricordare dove. Il prezzo dei beni di lusso cresce, senza alcuna ragione reale (nel senso di basata sui costi di produzione). E non solo e non tanto per i beni da collezione, ma per quelli di uso comune. L’esempio che fa Fubini è quello della borsetta di Chanel Reissue 2.55 taglia 277. In dieci anni, rimanendo la stessa, è passata da 3.000 a 6.400 dollari di costo.
Perché? Perché i ricchi hanno sempre più soldi. I vari QE delle banche centrali hanno portato li i soldi. Chiude Fubini ” i 20 mila miliardi di dollari del «quantitative easing» delle banche centrali hanno fatto il resto: offrendo liquidità per un un aumento del 263% del principale indice di New York (e del 99% dell’Eurostoxx 50) ha sì salvato l’economia mondiale. Ma ha anche affollato lo store di Chanel in centro città.”

7 marzo 2018

Come da premessa alla pagina, su Economia e Politica ho trovato un articolo che, almeno a giudicare dal titolo (Sui rischi dell’inflazione degli stock di ricchezza finanziaria), sembrava sostenere la mia tesi che la gran parte della moneta creata dalle banche centrali si è concentrata nel settore. Per me l’articolo è molto tecnico e di non facilissima comprensione e poi quando si parla di moneta e di creazione di base monetaria vado in confusione. Ciononostante vi ho ritrovato la sostanza delle mie elucubrazioni solitarie:

i risultati mostrati in questo articolo ci spingono a suggerire che il fenomeno dell’inflazione degli stock di ricchezza nel periodo post crisi sia un effetto indiretto del prolungato eccesso di capacità produttiva nell’economia reale e del processo di creazione di moneta da parte del sistema bancario, nuovamente reso possibile dalla enorme immissione di liquidità da parte delle Banche Centrali. In particolare, per le imprese è sempre più risultato conveniente investire il denaro nuovamente creabile a debito in attività finanziarie piuttosto che nelle attività di produzione,

Una non piccola soddisfazione, coronata della ovvia, ma non molto comune considerazione di quella che l’autore definisce la trasformazione delle grandi aziende, ed in particolare di quelle del settore informatico, in grandi holding finanziarie, tesi a sostegno della quale cita i dati riportati da un articolo (Apple & Co: ecco come i big del tech si sono trasformati in holding finanziarie) del Sole 24ore.