Champorcher

Nella valle di Champorcher, la prima a sinistra della Valle d’Aosta andando in su, ci ero già stato mi pare una domenica di settembre di qualche anno fa che pioveva ed ero tornato subito indietro.

Oggi mi è andata meglio, ma è una valle che merita di essere esplorata con più calma. Credo che al valico si congiunga con quella che sale da Cogne, ma il valico è lontanissimo dal paese.

Oggi sono arrivato in macchina fino in fondo alla valle, alla località di Chardonney, dove c’è la cabinovia che, al primo momento ho giudicato poco interessante. Ho dato una occhiata alle cartine esposte e ho visto che una strada carrozzabile portava ancora avanti in un posto da cui era possibile raggiungere un bel lago e ho deciso che quella sarebbe stata la meta della giornata. Sono risalito in macchina, ho preso la prima strada che ho trovato e dopo due tornanti mi sono trovato la strada chiusa da un piccolo borgo, molto ben ristrutturato e con parecchi lavori in corso. Come sembre la mia troppa sicurezza mi aveva fatto sbagliare strada.

Pazienza, tanto le mie mete non sono mai tassative. Lascio la macchina e mi avvio per un sentiero ben segnato che va nella direzione giusta. La giornata è bella, il sentiero sale abbastanza ripido ma non è proibitivo ed io mi odo il mio giorno di libertà. Dapprima si cammina dentro un bosco, sul lato di una valle stretta con la prospettiva di vederla allargarsi sempre di più. E così avviene. E salendo cominci a scoprire cosa c’è intorno. A sinistra ti accorgi che quella che credevi una semplice cabinovia senza molte atrattive in realtà ti porta in un comprensorio ampio e bellissimo dal punto di vista panoramico, e, sorpresa, sula destra vedi passare le macchine sulla strada che non eri riuscio a prendere. Non arrivo fino al punto in cui le macchine si fermano, Dondena, anche perché non rinuncio certo al mio riposino al sole, disturbato purtroppo da una telefonata. Mai avrei pensato che anche lì ci fosse campo.

Il ritorno lo faccio sulla strada delle macchine, molto panoramica e completamente esposta al sole che non sembra essere certo quello di una domenica di tardo ottobre.

Poi a casa studio la località, scopro il parco del Monte Avic e mi confermo nell’idea che valga la pena di riornare, anche perchè la strada fino a Dondena apre ampie prospettive di esplorazione anche senza troppo caiimnare in salita

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