Passo di Cento Croci

La festività di Ognissanti di sabato ha suggerito a Cristina l’ultimo fine settimana di vacanza prima delle fatiche natalizie in negozio, passando da Rocca il sabato per la visita al mio cimitero e regalandosi poi una domenica nella sua tanto desiderata Santa Margherita.

E così abbiamo ripetuto la strada del mese scorso, lasciando l’autostrada a Borgotaro con meta, questa volta, al Passo di Cento Croci e discesa su Sestri.

La strada è più bella di quella del passo del Bocco. La salita corre lungo un costone, con ampi squarci di panorama su tutto l’appennino e la valle del Taro ed anche la discesa è meno ripida e più ariosa. La abbiamo presa con più calma e sono riuscito a fermarmi un attimo sul valico, per vedere da una parte quelle che chiamo le istruzioni per l’uso della montagna, con le indicazioni per le tappe a destra e a sinistra dell’Alta Via dei Monti Liguri. Dall’altra c’è un monumento ai partigiani caduti nella zona dal 9 settembre del 43 fino al 25 aprile del 45. In sintonia con i tempi il manumento è in cattivo stato ed i nomi dei nostri caduti non sono tutti leggibili.

Mi rendo conto che chiedere oggi un gesto di rispetto per i partigiani sia un poco fuori moda, ma qualcuno degli enti pubblici della zona non potrebbe spendre quei pochi soldi necessari per ritoccare i nomi e continuare a tramandare i nomi di poveri e dimenticati eroi che ci hanno consegnato quella libertà che oggi consente a tanti di parlare male di loro? Io non riesco a rassgnarmi a pensare che tutti i morti siano uguali e che un povero ragazzo morto a vent’anni in Spagna ad aiutare Franco a sovvertire il governo della repubblica liberamente eltto dal popolo merito il ricordo di una strada ed i ragazzi che sono caduti sui monti da me attravrsati in un bel pomeriggio di novembre debbano essere invece dimenticati.

Io continuo a ritenrmi fortunato perchè sono stati i secondi a prevalere, e non ritengo che il rispetto che si debe a tutti i caduti per le proprie idee debba portare a coniderare tutte le idee uguali.

La ricorreenza della commemora

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