Valchiusella Traversella Succinto

Week-end in montagna, con tempo incerto ma senza pioggia, ed una miriade di riflessioni che vorrei mettere nero su bianco, ma luglio non è il mio mese.

La Valchiusella è una piccola valle, nel gruppo del Gran Paradiso,a due passi da Ivrea e Torino e non è lontana da Milano. L’impressione per un viaggiatore affrettato come me è quella di tanti piccoli paesi caotici, non allineati lungo un torrente come ci si aspetta da una normale valle. I paesi sono tanti e i giri da fare pure. La logica non c’è, ma questo accresce l’interesse. Questo è il sito della comunità montana.

Traversella è un piccolo paese, uno dei pochi di quelli che ho visitato che, nonostante la secolare attività mineraria, perde abitanti praticamente dall’Unità di Italia. Oggi la strada che porta al fondovalle lo evita e per visitarlo bisogna proprio volerci andare. Ma merita. Sulla strada principale, a doppio senso ma due macchine non ci passano, si affaccia il municipio con la regolamentare lapide ai caduti delle due grandi guerre. Anche qui, come dovunque, è forte la sproporzione fra quelli della prima e quelli della seconda guerra mondiale. Ma le sorprese arrivano sulla piazza principale su cui affaccia una chiesa cui, dall’esterno, non daresti un soldo ma che non è certo da buttare e certo testimonia di un passato ricco. La piazza è intitolata ai “Martiri dell’ottobre del 1944“, 13 ragazzi partigiani sui vent’anni uccisi dai tedeschi nell’ottobre del 1944. Un piccolo episodio di quella che, alla faccia di tanti, mi ostino a chiamare guerra di liberazione e di cui ho trovato una breve traccia qui (ma bisogna avere pazienza a leggere fino alla fine dell’anno) e qui, in una memoria di rievocazione dell’ANPI di Ivrea del 2007. Accompagna la lapide anche uno scritto, ma in piemontese stretto o che so io, di ben difficile comprensione.

Ma le sorprese di Traversella non si fermano alle riflessioni che suscitano i giovani martiri dell’ottobre 1944. La lapide con le iscrizioni dei caduti è sormontata da una casa, appena ristrutturata, probabilmente adibita a museo etnografico, con sul muro una bellissima meridiana, con precisissime indicazioni sulle coordinate geografiche del sito.

Come tutte le meridiane ha un bel motto, nuovo per me e stimolante: in secundis time, in adversas spera. Merita di di essere ricordato e meditato. Ma io sono curioso e ci sono delle strane indicazioni sul muro, insieme alle ore: sono nomi di città, Teheran, Parigi, Londra, San Paolo, Isola di Capo Verde ed altre che non ricordo, ed a fianco di ciascuna un punto dorato sul muro.

Perché? La risposta è a fianco. Ogni pallino è raggiunto dall’ombra della meridiana nel momento in cui il sole segna il mezzogiorno in una delle città indicate. Ed in ognuna di quelle città uno, o più traversellesi, in quel momento sanno che a casa qualcuno quarda la meridiana e si ricorda di loro, partiti per trovare quel lavoro che il paese natio nonera in grado di assicurare.

Possibile che oggi l’Italia si sia dimenticata di come il mondo ci abbia sempre accolto e si chiuda a riccio alle richieste che il mondo ci invia?

Sopra Traversella c’è il rifugio Piazza a 1052 m., da cui parte il Sentiero delle Anime, una delle passeggiate più strane che abbia mai fatto. Innanzitutto non mi era mai capitato di trovare un sentiero sgombero da erbe e erbacce. chiaramente tenuto pulito con la falciatrice per tutta la sua lunghezza. E poi i disegnini sulle rocce sono proprio strani, e debbo dire che mi piacerebbe tanto sapere come anniano fatto a vederli, tanto sono piccoli ed ambigui. Comunqe nei link trovate qualche spiegazione in più.

E alla fine del Sentiero delle Anime appare  Succinto

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