Masen di Giovo

Seconda tappe del tour de force per i sessant’anni di Cristina.

La meta l’hotel Fior di Bosco a Masen di Giovo. Più nuovo e meglio tenuto del precedente, ma più tirchio nel mangiare. Il posto è tranquillo, tanto tranquillo che l’altopiano di Masen, nel comune di Giovo, non ha rinvii sul web, a parte il racconto di giri in bicicletta, molto lontani dei miei interessi. Peccato che domenica abbia piovuto e fatto tanto freddo da costringerci a scappare via. Ma di cose ne abbiamo viste. Abbiamo cominciato da Faedo e le sue miniere di argento, poi siamo scesi giù a San Michele, per l’indispensabile giornale e siamo tornati in val Cembra, verso il Lago Santo. Solo due come noi sono riusciti a farne il giro sotto una pioggia gelida che si tramutava in neve e dentro una nebbia che riusciva a nasconderti anche le poche casette. E ci siamo meritati il pranzo al rifugio, del tutto inusuale per noi.. Poi a Segonzano, alla ricerca di altre piramidi di terra, ma queste, a parte il freddo, sono a pagamento e quindi le ignoriamo. Non resta che puntare verso Trento, ma giriamo per il lagoo di Santa Colomba, che meriterebbe un giro ma il freddo ci caccia..

E allora giù a Trento, che non riconosco più. Chissà perchè Cristina non vuole fermarsi e dopo un rapido giro in via Druso dove sui prati della mia giovenizza oggi ci sono solo svincoli e tangenziali si ritorna a casa. Ma ad Affi la sorpresa. Io sto dormendo e Cristina si mette a seguire le indicazioni per il Santuario della Madonna della Corona. E così, dopo una piacevole salita sulle pendice del monte Baldo riscaldati dal sole finalmente riuscito, scopriamo una delle tante sorprendenti realtà del nostro paese: un santuario edificato nella roccia sulla parete verticale della valle dell’Adige a cui era possibile accedere, se non ricordo male, fino agli anni trenta, solo dal basso, con una ripida salita di quasi due ore.
Oggi si scende da Spiazzi di Ferrera e, volendo, si può anche utilizzare il pulmino. Anche la fede è diventata pigra, ma comunque, a giudicare dagli ex-voto è ancora viva e, se si vuol essere cattivi, anche redditizia, se anche solo una piccola parte delle buste per la richiesta di celebrazioni delle messe al prezzo di 10 euro che fanno bella mostra all’entrata del santuario vengono utilizzate.

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