Coggiola

Dovrebbe essere il racconto di una tranquilla passeggiata in montagna, la prima dopo tanto tempo brutto, ma preferisco intitolarla al paesino che riposa tranquillo in fondo alla val Sessera, ingombrato da vecchi stabilimenti industriali in disuso perché ongi volta che lo sguardo vi indugiava sopra dall’alto mi veniva da chiedere alla segretaria del grande sindacato italiano perché mai non abbia fatto nulla per impedire quel degrado e quella perdita di posti di lavoro industriali. E sorpattutto perché non ne parli del tutto. Eppure i dati del disatro industriale sono evidenti. Nel paesaggio e nei numeri.

Riuscito, al secondo tentativo, l’inserimento del grafico sull’evoluzione demografica di Coggiola, in soldoni il 50% in meno nei miei sessant’anni di vita, tralasciamo la polemica con la Camusso, che continua a ragionare come se in Italia, come a Coggiola, le fabbriche dovessero funzionare per sempre e, di conseguenza, nulla capisce di quel che succede, torniamo al nostro giro sulla strada del rifugio Barone. Non ci siamo certo arrivati, siamo vecchi, stanchi e pigri e poi in alto, come ci hanno raccontato, c’era ancora tanta neve. Ed in montagna la primavera non è ancora arrivata. Gli alberi sono ancora spogli, l’erba è ancora gialla e piegata dal peso della neve che si è appena sciolta, ma anche ai 1.200 da noi raggiunti l’aria è oramai mite e il panorama ampio anche se non del tutto limpido. Qui ho trovato la descrizione del ns. itinerario, con belle foto. Con Cristina siamo arrivati fino a quelle che viene definito Rifugio Ciota, in realtà una casermetta della guardia forestale. Lì abbiamo abbandonato la salita al rifugio, per proseguire in piano lungo i sentiero G10 fino ad una piccola cappellina, da cui siamo ridiscesi a valle con un itinerario circolare come piace a me, e meno a Cristina, non ho mai capito perché.

PS – Domanda alla Camusso
Secondo lei, quei duemila che sono rimasti a Coggiola, e che, purtroppo per loro, non fanno più gli operai, vivono meglio o peggio dei quattromila che ci stavano quando sono nato io e che erano così fortunati da poter fare gli operai in fabbrica?

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