Rosazza

Rosazza non era la meta della gita, e non lo è  diventata neppure dopo le solite modifiche in corso d’opera dei nostri giri. Ma è entrata di botto nel mio orizzonte a causa di un idraulico inopportuno che mi ha impedito di sorseggiare un cappuccino a Campiglia Cervo  e al desolazione del nostro frigorifero che ci ha obbligato a recuperare il nostro pic nic per strada. Eppure è probabile che diventi oggetto di una prossima puntata perchè i 28 punti di interesse turistico indicati sulla mappa appesa al muro del municipio e legati al nome di Federico Rosazza Pistolet hanno lasciato un segno nella mia fantasia.

Ma andiamo con ordine. La meta era Piedicavallo, complice la domenica a piedi che sta diventando antipatica, e non capisco perché, a Cristina, sulle scorta di ricordi di vecchi giri di cui volevo ritrovare traccia. Ma prima la sosta a Campiglia, dove il barista non è stato in grado di servirci causa riparazione in corso al suo impinato idraulico, poi quella a Rosazza, appunto, dove il baretto sulla piazza ci ha cortesemente servito ed indicato il mini spaccio del paese in cui si è infilata pazientemente Cristina, lasciandomi il tempo di vagabondare, di incuriosirmi sullo strano paese e di modificare l’itinerario sul più tranquillo Santuario di San Giovanni, con l’obiettivo di raggiungere la colma a piedi nel pomeriggio

Quindi San Giovanni, poi riposino sopra al cimitero, in macchina su per la strada di Oropa, sosta mancata al bivio giusto, strada fintamente bloccata al tornante dopo che ci convince a proseguire a piedi e, come spesso oramai ci accade, fallito tentativo di raggiungere la galleria che poi sbuca su Oropa. Ritorno con puntata a Piedicavallo per goderci il limpidissimo pomeriggio regalatoci da un cielo finalmente completamente limpido e per immaginare giri che oramai non farò mai più.

Peccato che nessuno mi spieghi di cosa vivessero le oltre mille persone che a fine Ottocento pullulavano in un paesino che oggi non raggiunge le cento anime (ma non preoccupatevi, è comunque rimasto libero comune, con sito e pro loco, come del resto Piedicavallo e Campiglia che le cento anime le superano, senza però arrivare a duecento). In questo strano paese che sputa sulla politica, nessuno vuole rinunciare a niente, neppure alla minima spesa. Abbiamo tutti tanti diritti, e nessun dovere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...