Redistribuire

Appunti sparsi, come al solito. Ma aiutano a tenere desta l’attenzione e, soprattutto, a capire sempre meglio cosa succede e come è grossa la trappola in cui siamo.

Domenica sul Corriere l’inserto è tutto dedicato a lanciare l’Expo. E l’articolo iniziale dice quello che tutti sappiamo ma che non vogliamo vedere: nel mondo non manca il cibo, è solo distribuito malissimo.

Poi c’è la recensione di Krugman al libro di Thomas Piketty “Capital in the Twenty-First Century” troppo lunga per me, almeno per il momento. Non mi pare che il libro sia già stato tradotto in italiano. In italiano, sul libro, ho trovato solo la traduzione di una recensione apparsa anch’essa sul NYT. Ma il libro ha avuto l’effetto di rilanciare, non da noi troppo occupati ai nostri interessantissimi temi, un dibattito che dovrà essere messo all’ordine del giorno.

Collegato al tema della redistribuzione è quello del ruolo e del comportamento delle grandi aziende, che della concentrazione della ricchezza sono il secondo dei grandi veicoli (il primo è il ruolo del sistema finanziario così come è venuto a costituirsi in occidente a partire dagli anni ottanta del ’900, se non da sempre). Si veda al proposito questo breve appunto di Seminerio sull’utilizzo che esse fanno del sistema fiscale e di quello finanziario per ridurre od annullare del tutto il peso della imposizione sui propri conti.

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High Frequency Trading. Un memo, più che un post

Non credo che sia successo per caso. Sia su Quartz che su nFA in questi giorni sono usciti articoli sul tema dell’ High Frequency Trading.

Ho poco tempo e poca voglia di leggere, ma il tema è di quelli che io considero determinati per le mie elucubrazione sulla completa inutilità della finanza e sulla sua pericolosità per la nostra società. E sicuramente HFT ne è il cuore. Per cui metto qui i rinvii, a futura memoria.

Il punto di partenza di tutto è il libro di Michael Lewis Flash Boys. A Wall Street RevoltNe parla Andrea Moro su nFA in “Alcune letture su HFT” e su Quartz c’è il rinvio a un sunto del libro, e oa una storia sul tema pubblicata lo scorso anno.

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La trappola si sta chiudendo (o si è già chiusa) e nessuno se ne accorge

La Corte Suprema americana ha sentenziato che il porre limiti alle donazioni dei privati ai politici viola il diritto di parola.

Da quel pochissimo che ho visto, la sentenza non è del tutto logica, ma i suoi effetti sono chiarissimi.

In un mondo in cui la ricchezza sta sempre più concentrandosi e diventando immateriale, i pochissimi ricchi potranno aumentare il peso della loro influenza sul processo politico.

E il cerchio si chiude. Con la scusa della necessità di garantire il funzionamento del sistema finanziario, le banche centrali stampano denaro, Il denaro fluisce nelle tasche di pochi. I pochi lo adoperano senza limiti per influenzare il processo politico. I risultati, per la gran massa della gente, sono sotto gli occhi di tutti.

O, meglio, dovrebbero essere. Perchè, soprattutto da noi, ci si occupa di altro.

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Il sistema pensionistico in Italia: prendi agli ultimi e dai ai primi

Nulla è più ingiusto del nostro sistema pensionistico. E i numeri per dimostrarlo ci sono tutti. Basta scorrere il bilancio dell’Inps, se si ha tempo, voglia e competenza.

Io manco di tutte e tre e mi limito a rinviare a chi ne ha più di me.

Ma rimango convinto ce nel sistema pensionistico sia la chiave de inostri mali. Ed è irriformabile. Solo una progressiva, lunga, difficile e mai cominciata campagna di educazione cultrale ed economica potrà portare a capire quell che per me è evidente ma che ben pochi capiscono: la pensione non è un reddito, nè un diritto. Ma solo e banalmente risparmio differito raccolto, garantito e redistribuito nel tempo da parte dello Stato.

Troppo facile per essere capito

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Noosfera

E’ solo un video. Trovato per caso. Ma dice tante cose.
Rende molto bene l’immagine della rete che avvolge la terra. E conferma tante riflessioni personali.

Se ci aggiungete i collegamenti telefonici, quelli radio, quelli video  ed infine Internet forse converrete con me che chi meglio di tutti ha capito quale era la strada che l’umanità sta percorrendo è stato Teilhard de Chardin

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Appunti sul lavoro

Grigio il futuro del lavoro, da noi e dovunque. Necessaria una attenta riflessione e, soprattutto, rifuggire dall’illusione che basti una legge per risolvere il problema.

Alcuni appunti sul tema:

  1. Robert Reich a proposito della miliardaria acquisizione di Whatapps da parte di Faceboog (19 miliardi di dollari per 55 dipendenti e qualche centinaio di milioni di utenti). Ha senso?
  2. Il libro di Erik Brynjolfsson and Andrew McAfee “The Second Machine Age” su cui aveva attirato la mia attenzione un articolo della Lettura domenicale del Corriere della Sera del 16 febbraio 2014 che non sono più riuscito a recuperare. Questa è la recensione apparsa sul Wahsington Post
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Il nostro declino

Questo grafico è un pò come le barzellette senza parole.  Non ha bisogno di commenti

Per fermare il declino bisogna aggredire rendite e corporazioni. Ma Renzi lo sa? Qualcuno glielo ha detto? Dalle sue parole non mi pare che lo abbia capito.
Se volete i commenti, li trovate qui (dove ho recuperato il grafico) e qui.

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Si può

Dubbi non ne avevo e non he ho. Ma neanche il tempo per leggere ho. Forse qualcuno è più fortunato di me e riesce ad arrivare in fondo a questo articolo di nfA “Meno debito, meno spesa corrente, meno tasse. Il caso del Comune di Ferrara.”

Il senso è comunque chiaro, anche se in Italia pochi lo capiscono: l’unica via d’uscita è ridurre la spesa per ridurre debito e tasse. Il risultato sono: meno invadenza collettiva nella vita personale, più liertà di scelta, maggiore domanda e, di riflesso, maggiore occupazione. E il circolo virtuoso riparte.

Serve ripeterlo?

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Strano, vero?

Proprio il grafico che mi mancava.

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Perfetta rispondenza fra l’andamento della borsa di New York e le immissioni di liquidità della Fed. Il debito è verso Fabio Scacciavillani.

La domanda che mi sto facendo in questo giorni è: perché se aumenta il prezzo del pane la chiamano inflazione e tutto va male e se invece aumenta il prezzo delle azioni Fiat la chiamano crescita e tutto va bene?

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Fiducia, disuguaglianza e crescita

Un intervento da rileggere con calma questo di Stiglitz sull’importanza della fiducia nella società, idea non nuova, e dei guasti che la sua progressiva scomparsa nei nostri comportamenti sta portando.

E scopri che anche su questo esiste un decalogo (questa la versione in inglese), credo sconosciuto ai più frutto del lavoro dell’Onu ed inserito nel quadro di una più ampia gamma di principi sui diritti. Forse troppe parole e molti pochi fatti.

Ci aggiungo un altro rinvio per iniziare l’anno con un segnale di finanza: pare che la riforma del sistema finanziario americano stia avanzando. Speriamo bene. Lì è l’origine dei problemi e da lì deve arrivare l’inizio della soluzione.

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